Liberi i due ostaggi italiani. Boldrini: “Intervento? Non ci sono i presupposti”

Libia
Una foto tratta dal profilo Facebook di Sabratha Media Center.mostra Gino Pollicardo (D) e Filippo Calcagno (S) dopo la liberazione  +++ATTENZIONE LA FOTO NON PUO' ESSERE PUBBLICATA O RIPRODOTTA SENZA L'AUTORIZZAZIONE DELLA FONTE DI ORIGINE CUI SI RINVIA+++

Primo video degli italiani liberati: “Siamo al sicuro e stiamo bene anche se psicologicamente devastati”

Dopo l’uccisione di Fausto Piano e Salvatore Failla, sono stati liberati gli altri due operai italiani della Bonatti rapiti lo scorso luglio a Mellitah, Gino Pollicardo e Filippo Calcagno.

“È con sollievo che abbiamo ricevuto la notizia della liberazione” dei due italiani, sequestrati in Libia. Lo ha detto la presidente della Camera Laura Boldrini a margine del convegno ‘La polizia di Stato con le donne’ alla Camera. “Ma non possiamo dimenticare che due nostri connazionali ieri sono stati uccisi – ha aggiunto Boldrini- colgo l’occasione per esprimere ancora una volta le mie condoglianze e quelle della Camera alle famiglie dei due connazionali barbaramente uccisi”.  Poi la presidente della Camera ha commentato la possibilità di un intervento a guida italiana in Libia, dichiarando che per il momento “non ci sono i presupposti“. “In Libia – ha aggiunto la Boldrini- ci devono essere i presupposti perché l’Italia possa svolgere un ruolo di normalizzazione e democratizzazione: ci dovrà essere un governo di unità nazionale, un governo che chieda un intervento”.

Il profilo Facebook del Centro di informazione di Sabrata ha pubblicato il primo video dei due italiani rapiti lo scorso luglio in Libia. “Sono Gino Pollicardo e sono qui con il mio collega Filippo Calcagno perchè siamo in un posto sicuro di polizia qui in Libia e stiamo bene. Speriamo di tornare urgentemente in Italia perchè abbiamo bisogno di ritrovare i nostri familiari”, afferma il tecnico dell’azienda italiana Bonatti in un breve video di circa 20 secondi.

12813910_967297376686544_2929423130721865383_nIn precedenza, lo stesso profilo ha pubblicato la foto di un biglietto scritto a mano nel quale si legge: “Io sono Gino Pollicardo e con il mio collega Filippo Calcagno oggi 5 marzo 2016 siamo liberi stiamo discretamente fisicamente, ma psicologicamente devastati. Abbiamo bisogno di tornare urgentemente in Italia”. Il Sabrata media center ha specificato nei commenti che gli italiani erano nelle mani dei miliziani dello Stato islamico.

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