Il pasticcio sulle scie chimiche del sindaco di Perugia

Cronaca
scie chimiche

Il Comune del capoluogo umbro aveva dato il patrocinio a un evento pseudoscientifico: grazie all’intervento del Cicap, dei cittadini e di due consiglieri Pd, quel patrocinio non c’è più

Le scie chimiche. Ormai, di quella che dalla comunità scientifica è considerata una vera e propria bufala, se ne parla sempre più spesso scherzando, ma c’è ancora chi ci crede e addirittura chi organizza con convinzione eventi pubblici per affrontare temi di questo tipo.

Come Alternativa Riformista Umbria che, in collaborazione con altre associazioni, ha deciso di organizzare il convegno “Scie chimiche, geoingegneria e manipolazione climatica”, che si terrà tra un mese nella sala dei Notari del Municipio di Perugia. Alla tavola rotonda parteciperanno diversi biologi e ricercatori “indipendenti”, alcuni dei quali sul loro profilo Facebook non solo pubblicano articoli con dichiarazioni di “esperti di scie chimiche” (sic!), ma condividono anche articoli su teorie complottistiche riguardo agli attentati di Bruxelles secondo le quali gli attacchi sono solo una costruzione mediatica. “Si tratta di personaggi noti dell’attivismo anti-chemtrails, convinti sostenitori dell’esistenza delle scie chimiche e della loro dannosità. E questo, in aperto contrasto con il punto di vista scientifico, secondo cui si tratta in realtà di una bufala, più volte smentita anche in sedi ufficiali”, commentano i giornalisti di Query.

Ma non finisce qui. La polemica sul convegno è nata soprattutto dopo che il Comune di Perugia, che dal 2014 è gestito dalla giunta di centrodestra con a capo il sindaco di Forza Italia, Andrea Romizi, ha deciso di concedere il patrocinio all’evento. Un patrocinio che è stato giudicato inopportuno dal Cicap, il Comitato italiano per il controllo delle affermazioni sulle pseudoscienze, che ha segnalato immediatamente il caso, ricordando di essere “contrario a qualsiasi forma di censura“, ma chiedendo allo stesso tempo agli “enti istituzionali di rispettare la propria responsabilità di promuovere un’informazione obiettiva e fondata sui fatti“.

Oltre a tanti cittadini, anche due consiglieri comunali del Pd, Sarah Bistocchi e Tommaso Bori, sono intervenuti criticando la decisione del Comune e presentando un’interrogazione: “Il Comune di Perugia è la prima e unica istituzione ad aver concesso il patrocinio ad un convegno farsa di questo livello, non solo come ente locale ma anche come Capitale Italiana dei Giovani – si legge nell’interrogazione – Sembra paradossale che a farlo sia una città che ospita da 700 anni una delle più antiche università del mondo, da sempre impegnata nella seria ricerca scientifica e nella promozione del sapere”.

Con gli occhi puntati addosso, il Comune ha deciso di uscirne senza creare un ulteriore caso. Invece di togliere il patrocinio, si è deciso che fossero gli organizzatori stessi a rinunciare al patrocinio. Un modo per permettere al Comune e ad Alternativa Riformista Umbria di non uscirne completamente ridicolizzati.

Gli organizzatori, tra l’altro, restano convinti della loro posizione e rinunciano al patrocinio per “sottrarre il Comune di Perugia al vergognoso attacco strumentale – questa la loro giustificazione – che il Cicap e alcune forze politiche di opposizione hanno attivato nei giorni scorsi”.

Ora, però, resta un unico ma spinoso problema per Romizi: far sapere come richiesto dai consiglieri comunali del Pd se la sala del Municipio dove si svolgerà il convegno sia stata affittata o concessa gratuitamente dallo stesso Comune di Perugia.

Bori e Bistocchi hanno infatti chiesto alla giunta Romizi “se oltre al patrocinio è anche stata concessa la Sala dei Notari di Palazzo dei Priori gratuitamente mentre viene normalmente fatta pagare per convegni scientifici o iniziative 550 euro più 800 euro di deposito cauzionale per un totale di 1.350 euro”.

I due consiglieri dem hanno chiesto inoltre “se corrisponde al vero che Pietro Nicoletti, presentato come ricercatore indipendente ma di cui non si trova traccia di alcuna ricerca, è fratello di Marco Nicoletti, per la cui consulenza da 35 mila euro concessa dal Comune di Perugia è stata attivata la Commissione controllo e garanzia, che svolge il proprio incarico all’assessorato alla Cultura che avrebbe concesso il patrocinio al convegno e la gratuità della Sala dei Notari”.

Se così fosse, i guai per il sindaco di Perugia potrebbero non essere finiti qui.

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