Il controllo di Rcs passa nelle mani di Cairo

Editoria
La sede Rcs in via Rizzoli a Milano, 23 febbraio 2015.
ANSA / MATTEO BAZZI

Vittoria a sorpresa del patron di La7 nei confronti di azionisti storici del gruppo come Mediobanca, Pirelli e Della Valle

Urbano Cairo ha conquistato il controllo di Rcs e battuto, a sorpresa, la cordata capeggiata da Andrea Bonomi e dai soci storici del gruppo editoriale. Li ha sfidati e ha vinto convincendo il mercato con il suo progetto di un grande gruppo multimediale. Un sorpasso arrivato nell’ultimo giorno dell’offerta che ha visto più rilanci, e qualche colpo basso, per conquistare la guida del Corriere della Sera.

L’obiettivo delle due parti era facilmente comprensibile: chi controlla Rcs, la scatola finanziaria che possiede il quotidiano di via Solferino, ha un peso preponderante nell’editoria italiana attraverso quel simbolo prima della borghesia milanese poi di tutti i moderati italiani.

E il risultato a favore di Cairo, arrivato ieri sera, ha sorpreso un po’ tutti, soprattutto pensando che alla vigilia la cordata guidata da Andrea Bonomi e i soci del gruppo era in vantaggio con il 30,36% delle adesioni, contro il 22% consegnato all’offerta del patron di La7. Ma l’imprenditore di Alessandria, che con la sua Cairo Communication fattura un terzo della Rizzoli, grazie anche alla sua insistenza e con il solo appoggio di banca Intesa è riuscito ad avere la meglio nei confronti di azionisti storici come Mediobanca, Pirelli, Della Valle e UnipolSai.

È lo stesso Cairo a descrivere con una metafora le dimensioni dello scontro, a suo giudizio sproporzionato: “Mi figuravo come se fossimo in due in una partita di basket – ha commentato a caldo – io piccolino come il Marzorati della situazione, e Intesa che è un giocatore importante, e dall’altra parte c’erano cinque come Bellinelli e Bargnani”.

Dall’altra parte infatti c’era la cordata guidata da Andrea Bonomi con molti soci di peso, oltre che storici.

Adesso il nuovo proprietario di Rcs, con un percentuale di azioni pari al 48,8%, potrà nominare il consiglio di amministrazione: nomi nuovi con lui stesso come amministratore delegato, se davvero manterrà le promesse. Con l’obiettivo, più volte sottolineato, di ristrutturare e rilanciare la casa editrice.

“Abbiamo vinto questa partita, ma la vera vittoria – ha messo in chiaro Cairo parlando del suo impegno – è quella da fare in azienda. Ovvero un grande lavoro di sviluppo, efficienza, di valorizzazione delle risorse. Rcs è un’azienda con un grande potenziale da troppo tempo inespresso, che va sviluppato più velocemente possibile, non soltanto con il taglio dei costi ma anche con nuove iniziative e ottenendo il massimo da quelle attuali, come i settimanali e i mensili”.

Per la cordata che ha avuto la peggio, secondo quanto emerge da fonti vicine al dossier, la partita è comunque chiusa: non ci saranno esposti, cause, ‘ripicche’ ex post. La battaglia è stata fatta ed è stata persa ai numeri, sul mercato.

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