Il Consiglio d’Europa bacchetta l’Italia: “Troppo difficile abortire”

Diritti
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Nonostante la legge 194, l’accesso ai servizi di interruzione volontaria “è ancora troppo complicato”

Dopo le numerose denunce di cittadini e associazioni, anche il Consiglio d’Europa si è pronunciato sull’interruzione di gravidanza in Italia. Le donne – afferma – continuano a incontrare “notevoli difficoltà” nell’accesso ai servizi d’interruzione di gravidanza, nonostante quanto previsto dalla legge 194 sull’aborto. In difficoltà anche i medici e il personale medico che non hanno optato per l’obiezione di coscienza, vittime, secondo il Consiglio d’Europa che ha dichiarato “ammissibile” un ricorso della Cgil, di “diversi tipi di svantaggi lavorativi diretti e indiretti”.

Come emerge dai dati relativi al 2013 forniti dal ministero della Salute: il maggior numero di obiettori di coscienza si conta tra i ginecologi (il 70% dei casi, più di due su tre). Gli anestesisti obiettori sono il 49.3%, mentre il personale non medico è al 46.5%.

Su questo tema, poco tempo fa, anche un sondaggio Swg ha chiesto agli italiani quale sia la priorità tra il diritto all’aborto (e quindi al rispetto della legge 194) e quello all’obiezione di coscienza per i medici. Secondo il 63% degli intervistati i diritti delle donne siano la priorità, mentre solo per il 22% degli italiani è necessario preservare il diritto all’obiezione di coscienza dei medici.

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