Il clamoroso ritorno di Schwazer: domina la 50 km e stacca il biglietto per Rio

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Dopo quasi 4 anni di squalifica per doping, il marciatore altoatesino stravince a Roma con un tempo spettacolare e si candida per una medaglia in Brasile

Ci sono storie nel mondo dello sport che sono bellissime. Ci sono storie nel mondo dell’atletica che sono infinite. Come quella tra Alex Schwazer la marcia. Il ritorno alle gare dell’altoatesino, dopo 3 anni e 9 mesi di squalifica per doping è un vero e proprio trionfo. Aveva una sola cartuccia da sparare per qualificarsi ai Giochi di Rio 2016 e l’ha sfruttata alla grande, dominando la 50 km del mondiale a squadre di Roma.

Un risultato a dir poco sorprendente. L’azzurro, infatti, non solo ha ottenuto il pass olimpico ma anche letteralmente “stracciato” gli avversari. Sempre nel gruppetto di testa fin dai primi metri Schwazer ha salutato la compagnia con un’accelerazione fra il 25esimo ed 30esimo chilometro alla quale nessuno ha saputo rispondere. L’ingresso nello stadio ‘Nando Martellini’ delle Terme di Caracalla è stato solitario e trionfale. Impressionante pure il crono: 3h39″00, secondo tempo dell’anno. L’olimpionico di Pechino 2008 si è messo alle spalle anche Jared Tallent, oro a Londra 2012 proprio la gara che Schwazer dovette saltare per la positività a pochi giorni dal via. L’australiano non l’ha presa bene parlando di “percezione che abbia vinto ancora uno che ha barato”.

Una nota polemica che non ha fatto perdere il sorriso all’Azzurro: “Sapevo quello che potevo fare oggi. E’ stata una gara bellissima. Forse è stata una delle più belle che ho fatto. Non me la dimenticherò. Sono super contento”. Le sue prime dichiarazioni a caldo sono serene: “Se questa vittoria mette fine alle polemiche? Non lo so, e non mi interessa sinceramente. Io quello che posso fare è andare bene nelle mie gare poi tutti sono liberi di dire quello che vogliono. Sono concentrato su quello che voglio fare”.

Schwazer ringrazia anche “tutti quelli che mi sono stati vicini”, fra loro c’è anche la nuova fidanzata Kathia di Vipiteno. La giovane evita accuratamente i cronisti ma basta guardarla in viso per capire che sprizza felicità da tutti i pori. Al settimo cielo pure l’allenatore Sandro Donati, voluto da Schwazer proprio in quanto paladino della lotta al doping, che non si esime dal togliersi qualche sassolino dalle scarpe. “E’ una giornata bella però al tempo stesso di amarezza perché abbiamo combattuto con l’odio di gente che ha scaricato contro di me e contro Alex una violenza inaudita, un tentativo di fermarci, di farci saltare i nervi continuo”. Donati parla di una giornata dove “ha vinto lo sport” perché “su questo atleta si può mettere la mano sul fuoco. E’ super controllato”.

Ed il presidente del Coni, Giovanni Malagò, vede già una potenziale medaglia in ottica Rio: “Alex ha avuto la forza di crederci, credo che il merito sia tutto suo e di Sandro Donati, che è stato corteggiato come non si fa neanche nei migliori film d’amore. Era l’unico che poteva dargli la certificazione di atleta che ha sbagliato e che ora non vuole più sbagliare”, racconta.

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