Muraro coinvolta nell’inchiesta su Rocca Cencia? “Non ho denunciato per riservatezza”

Roma
14/07/2016,Roma. Pulizia straordinaria e bonifica della banchina del Lungotevere.
Nella foto La sindaca Virginia Raggi e  l'assessore all'Ambiente Paola Muraro

Quando era consulente dell’Ama non denunciò i problemi dell’impianto

Il problema delle (ricche) consulenze di Paola Muraro potrebbe persino passare in secondo piano. Almeno se venisse fuori un suo coinvolgimento nell’inchiesta della Procura di Roma sull’impianto di Rocca Cencia.

Già, perché l’attuale assessore all’ambiente del Comune di Roma quando era consulente dell’Ama ebbe a che fare proprio con Rocca Cencia. La questione è stata sollevata stamane da Daniele Fortini, ex numero uno di Ama, ad Agorà: “Perchè il primo blitz viene fatto a Rocca Cencia e non al Salario? Perché il sindaco e Muraro vanno a Rocca Cencia con la Muraro che dice ‘non c’entro niente, qui ho sempre denunciato che le cose non vanno’? A Rocca Cencia c’è un inchiesta che potrebbe riguardarla, al Salario no».

La Muraro – ha detto ancora Fortini – “essendo addetta ai controlli, giustamente scriveva all’azienda dicendo quello che non va. L’azienda, i dirigenti preposti ai rapporti con lei, le rispondevano di volta in volta cercando le soluzioni. Se però la dottoressa Muraro si accorge che è in corso una truffa fa come ho fatto io va in Procura e denuncia. Se si accorge che ci sono cose che non vengono risolte, si dimette e se ne va, dopo aver denunciato in Procura. È curioso che una persona, un pubblico ufficiale incaricato di pubblico servizio che ha un ruolo importante di controllo, si accorge che c’è una truffa e tace”.
I casi sono due: o la Muraro non si era accorta di nulla; o se n’era accorta ma non ha denunciato. Ironizza su questa ipotesi il deputato pd Stefano Esposito.
esposito muraro
E su Repubblica stamane Federica Angeli e Francesco Salvatore scrivono che ci sono “alcuni punti fermi” nell’ “inchiesta monstre”: “Si tratta dei due documenti firmati da Muraro e da due del suo staff” finiti sul tavolo del pm Alberto Galanti. “Nel primo caso – aggiungo i due cronisti – una superconsulenza inchioderebbe l’operato dell’assessora“.
In sostanza, a Rocca Cencia e a Salario “nulla era in regola” mentre la consulente Muraro “scrisse invece che tutto era in regola”.
All’epoca, a Roma governava Gianni Alemanno con i personaggi ben noti alle cronache, come Panzironi e Fiscon, persone che la Muraro conosce bene, gli anni della “alemanizzazione” di Ama e delle mani di Mafia Capitale sulla città. Un passato che è all’origine del dissesto attuale dell’azienda di smaltimento dei rifiuti, un’emergenza che oggi Paola Muraro affronta con il fardello del sospetto.

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