Il caso Minenna, l’assessore scelto da Raggi che non vuole mollare l’altro stipendio

M5S
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Con la delega alle partecipate, il neo assessore al comune di Roma potrebbe avere un conflitto di interessi con il ruolo di dirigente Consob

Da qualche giorno è in discussione il doppio incarico del neo assessore al Bilancio della giunta Raggi, Marcello Minenna, il quale sembra determinato a mantenere anche il suo ruolo da dirigente nella Consob. Un doppio incarico all’interno della pubblica amministrazione che poco si addice alle pratiche promesse dal M5S, ben lontane dal far mantenere il doppio incarico e il doppio stipendio a un componente di una loro giunta.

E il neo assessore Minenna, che oggi percepisce 120mila euro lordi all’anno dall’autorità di vigilanza, non sembra per nulla interessato a guadagnare meno della metà come assessore capitolino. Tanto da aver già comunicato alla Consob la volontà di continuare nel suo ruolo di dirigente: secondo quanto risulta a Unità.tv, avrebbe infatti garantito, tramite un piano già presentato, un numero di ore necessario a svolgere il suo compito. Per fare l’assessore chiederà invece dei permessi, che dovrà rendicontare e giustificare alla stessa autorità di vigilanza.

Ma al di là degli aspetti economici e tecnico giuridici – che non dovrebbero mettere in discussione la compatibilità formale tra le due cariche – non è per nulla chiaro come Minenna riuscirà a svolgere due lavori full-time: dirigere un ufficio della Consob (non certo un impegno banale) e contemporaneamente fare l’assessore al bilancio in una città che peraltro non versa, per usare un eufemismo, in una condizione economico-finanziaria florida (a pesare sui conti della Capitale ci sarebbero circa 12 miliardi di debito).

Ma c’è di più. Il neo assessore Minenna avrà anche la delega alle partecipate, compresa naturalmente la quotata Acea. E a segnalare le conseguenze di questo aspetto è il deputato dem Gianpaolo Galli, il quale ha già annunciato l’intenzione di presentare un’interrogazione parlamentare in proposito. “La scelta di Minenna al tempo stesso controllato e controllore – fa notare Galli – finirebbe per determinare una macroscopica situazione di conflitto di interessi”.

Risulta infatti poco fondata la tesi difensiva del M5S, secondo la quale l’ufficio di Minenna (analisi quantitative) non abbia alcuna competenza sulle quotate. Sul sito dell’autority si legge che quell’ufficio svolge analisi per conto delle unità operative che glielo chiedono. Ma cosa accadrà quando l’unità operativa della Consob dedicata alle società quotate chiederà un’analisi su Acea proprio all’ufficio di Minenna? È chiaro che in tal caso il neo assessore assumerà il duplice ruolo di controllore e controllato.

Oltretutto – si inizia a sospettare tra i corridoi della stessa Consob – come si può escludere a priori il fatto che Minenna venga a conoscenza di pratiche che riguardano le partecipate del comune di Roma, anche se gestite da altri uffici (che magari si trovano a pochi metri dalla sua scrivania)?

L’aspetto più evidente della vicenda rimane comunque quello che vede Minenna cumulare due incarichi operativi, non concedendo di fatto a Roma il diritto di avere un assessore a tempo pieno. Come, d’altronde, non permettono alla Consob di avere un dirigente a tempo pieno.

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