Il capostazione: “Ho alzato io la paletta verde”. La moglie: “Mio marito è il capro espiatorio perfetto”

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Il dramma del capostazione di Andria. Ma i colleghi lo difendono

“In questa storia anche noi siamo delle vittime. Siamo disperati ma un solo errore non può aver causato tutto questo”. Lo afferma in una intervista a Repubblica, il capostazione di Andria Vito Piccarreta, che ha dato il via libera alla partenza del treno che si è scontrato con quello che arrivava in senso opposto sul binario unico della tratta Nord Barese: “E’ vero quel treno non doveva partire. E quella paletta l’ho alzata io: non sapevo che da Corato stesse arrivando un altro treno per questo ho dato il via libera” afferma.

E la moglie Lia aggiunge nell’intervista: “Mio marito è il capro espiatorio perfetto. Ma non è giusto: perché è un lavoratore serio, in questi anni ha fatto sempre e soltanto il suo dovere. Questa è una tragedia troppo grande per noi. E’ un lutto, abbiate rispetto del nostro dolore”.

E del capostazione, che nell’incidente ha anche perso anche un amico, il macchinista Pasquale Abbasciano, i colleghi alla stazione di Andria dicono: “Non dovete chiedere a Vito perché ha alzato quella paletta ma a qualcun altro perché non è in grado di controllare il nostro lavoro”.

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