Il Cairo smentisce “sviluppi” sul caso Regeni ma chiede di allentare le “pressioni politiche”

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Un momento del sit-in davanti all'ambasciata egiziana per chiedere la verità sulla morte di Giulio Regeni, Roma, 25 febbraio 2016.
ANSA/MASSIMO PERCOSSI

Dopo le critiche del New York Times, Hollande in Egitto è pronto per parlare di diritti umani con al-Sisi: “Porterò un messaggio su diritti umani”

Nessuna novità importante sul caso Regeni. Dopo le voci circolate nella mattinata che attribuivano al governo egiziano “importanti risultati”, il portavoce egiziano Abu Zid ha chiarito: “Smentisco di aver parlato di un importante sviluppo nel caso”. Confermate invece le dichiarazioni che chiedevano al governo italiano di allentare le “pressioni politiche” sul dossier.

Nessun passo avanti quindi, ma la tensione e l’attenzione europea sembra aumentare. L’ex ministro degli esteri Emma Bonino, in un’intervista a Repubblica, spiega la sua posizione: “Io penso che il governo italiano debba far diventare un caso internazionale la crisi con l’Egitto. Sono del parere che non vada abbandonata la via giudiziaria sul caso Regeni, ma ormai è finalmente chiaro che c’è un ‘caso Egitto’ più ampio. L’Europa ha il dovere di occuparsene perché è una questione politica e di sicurezza di primo livello nel nostro Mediterraneo. E ne dobbiamo discutere con gli Stati Uniti”. “Oggi – afferma Bonino – molti segnali ci lasciano credere che il regime egiziano non consentirà nessuno spazio concreto a un chiarimento per vie legali. E tuttavia il percorso giudiziario va mantenuto aperto” perché “spiragli, aperture possono rivelarsi all’improvviso. Qualcuno potrebbe parlare”. “Noi – prosegue – non dobbiamo rompere le relazioni diplomatiche, dobbiamo incalzare al-Sisi spiegando che la sua repressione insieme al peggioramento della situazione economica rischia di far saltare il paese”.

Dopo le critiche del New York Times che aveva accusato la Francia di un “silenzio assordante” sulle violazioni dei diritti umani e criticava la scelta di partecipare al business forum organizzato al Cairo per lunedì prossimo, arriva una risposta dall’Eliseo. Secondo una fonte diplomatica francese il ‘caso Regeni’ e dei diritti umani saranno nell’agenda dei colloqui tra il presidente francese, Francois Hollande con il collega egiziano, Abdel Fattah al-Sisi. La fonte francese, sottolinea che il tema dei diritti umani è “una grande preoccupazione” di Hollande, il quale consegnerà al generale al-Sisi un messaggio “discreto ma efficace e forte”.

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