Il blitz della Raggi per far dire No al consiglio comunale di Roma

Referendum
La candidata M5S a sindaco di Roma, Virginia Raggi, durante la conferenza stampa nel comitato elettorale, Roma, 06 giugno 2016. 
ANSA/ALESSANDRO DI MEO

Incredibile forzatura istituzionale. Pd: “L’Aula Giulio Cesare non è una sezione del M5S”

Ai limiti – e probabilmente oltre- della correttezza istituzionale, il consiglio comunale di Roma verrà trascinato da Virginia Raggi a schierarsi per il No al referendum del 4 dicembre.

Del blitz dà notizia oggi Il Messaggero e naturalmente la cosa ha scatenato subito una bufera politica. Con il deputato Pd Mauro Miccoli che dichiara: “Cosa c’entri il Campidoglio su un voto nazionale non si capisce, ma forse la Raggi ha avuto indicazione di fare questa forzatura istituzionale direttamente da Grillo e dalla Casaleggio Associati. Di certo la sindaca sappia che a questa vergogna ci opporremo in tutti i modi, che l’Aula Giulio Cesare venga utilizzata come una sezione del Partito dei 5 Stelle”.

Il “piano” del M5S e della sindaca è questo: martedì o mercoledì – dunque a pochissimi giorni dal voto – il consiglio comunale dovrebbe approvare una mozione del capogruppo M5S Ferrara che impegna la Raggi “a farsi promotrice della volontà espressa dal consiglio comunale e delle perplessità evidenziate”, perplessità che subito dopo vengono trasformate in “fortissimo allarme per la deriva autoritaria in atto”. Un atto che dovrebbe essere votato anche dai Fratelli d’Italia e Lista Marchini. 

Una forzatura istituzionale che ha pochissimi precedenti (non a caso, la stessa operazione è stata compiuta a Napoli dal sindaco De Magistris): non esiste che Milano o Bologna o Firenze approvino una mozione per il Sì.

E’ evidente che il 4 dicembre è una data importante anche per il M5S nazionale e romano. Nella Capitale infatti la giunta Raggi continua a non mostrarsi all’altezza dei problemi di Roma senza peraltro che i dissidi interni vengano in qualche modo ricomposti (l’affaire Marra su tutti): ecco perché la sindaca in prima persona intende giocarsi bene questa battaglia, mentre il movimento grillino, a Roma, sta riempendo di propaganda per il No tutti gli spazi possibili; persino all’interno degli autobus,

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