Podemos e socialisti contro un governo a guida Rajoy

Spagna
epa05077364 The leader of Podemos, Pablo Iglesias, and his team celebrate election results, in Madrid, Spain, 20 December 2015. The ruling party of Spanish Prime Minister Mariano Rajoy fell short of an absolute majority in the elections that saw both major traditional parties lose ground and left it uncertain who would form the next government. Spanish voters casted their ballots in parliamentary elections that will determine the country's next coalition government, with polls indicating that no party is likely to win enough seats to govern alone. Spanish Prime Minister Mariano Rajoy's conservative People's Party is facing off against the Socialist Workers' Party, the liberal Ciudadanos party and left-wing Podemos  EPA/JUANJO MARTIN

Iglesias chiede un processo di transizione. Possibilità di accordo a sinistra se il Psoe sostenesse l’ipotesi referendum per l’indipendenza catalana

Dopo le elezioni in Spagna che hanno visto Podemos ottenere il risultato più inaspettato, ora Pablo Iglesias guarda a un “processo di transizione che porti a un compromesso storico nel nostro Paese”. Per il Paese “è tempo di compromesso storico. È l’ora degli statisti”.

La priorità per la Spagna, ha dichiarato Iglesias, è la riforma costituzionale per varare una nuova legge elettorale, tutelare i diritti sociali, garantire il “diritto di decidere”, fissare un referendum sull’indipendenza della Catalogna, l’indipendenza della giustizia e la fine delle “porte girevoli” fra politica e grandi imprese.

Ma Iglesias ha chiarito anche che se la situazione politica resterà bloccata, il suo partito è disposto ad affrontare elezioni anticipate: “Se si torna a votare possiamo essere molto ottimisti”.

Il leader degli indignados ha detto chiaramente che non permetterà al Partido Popular, che ha registrato il peggiore risultato dal 1989, di andare al governo. Ma non manca nemmeno una frecciatina ai socialisti, ricordando al partito di Pedro Sánchez che quella del Psoe è stata una vera e propria disfatta politica. Il Partito socialista ha perso, infatti, sei milioni di voti rispetto al suo migliore risultato, nel 2008 con José Luis Zapatero.

Insomma, dal discorso di Iglesias emerge come il partito degli indignados sia quello che più di tutti può rappresentare l’ago della bilancia e il leader di Podemos ha quindi annunciato un giro di colloqui con le altre formazioni politiche rivali. Il primo della lista potrebbe essere il Partito socialista che ha confermato di non voler appoggiare un’investitura di Mariano Rajoy a premier.

Ma se Sánchez aspira al sostegno politico da parte di Podemos dovrà aprire ad alcuni temi fondamentali per il partito di Iglesias, primo fra tutti l’appoggio al referendum per l’indipendenza in Catalogna.

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