Ieri “Io ci Sono” su Rai Uno. Lucia Annibali: “Nessuna condanna potrà mai ripagarmi”

Televisione
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Il film racconta la tragedia e la rinascita di Lucia Annibali, sfregiata con l’acido nel 2013 da un agguato ordito dall’ex partner. Protagonista Cristiana Capotondi, che dichiara: “È necessario raccontare chi è la donna oggi”

Cristiana Capotondi e Lucia Annibali

Cristiana Capotondi e Lucia Annibali

Al di là dei numeri – 4.716.000 spettatori per uno share del 17,53% – il tv movie “Io ci Sono”, andato in onda ieri sera su Rai Uno, voleva rappresentare un forte segnale di risposta ai preoccupanti fenomeni di violenza sulle donne che popolano sempre più insistentemente le cronache nazionali. La storia del dramma e della rinascita della giovane avvocatessa urbinate, Lucia Annibali, messa in scena dalla pellicola tratta da un libro scritto dalla stessa Annibali in collaborazione con Giusi Fasano, è una vicenda terribile, cominciata a maggio del 2013 e terminata solo a maggio di quest’anno, con la condanna a 20 anni per Luca Varani, confermata in cassazione. L’uomo aveva commissionato l’agguato con l’acido che deturpò il volto della ragazza, con la quale intratteneva una relazione clandestina: un rapporto tenuto segreto alla sua ufficiale compagna, dalla quale aspettava un figlio. Lucia Annibali, “colpevole” di aver interrotto ogni rapporto con Luca Varani dopo aver scoperto della sua relazione, ha cominciato ad essere perseguitata dall’uomo, che dopo varie minacce e pedinamenti ha assoldato due individui albanesi per mettere in pratica la sua scellerata vendetta.
Lunedì il film è stato proiettato alla Camera, preceduto da un incontro con Laura Boldrini e Maria Elena Boschi, il direttore generale Antonio Campo Dall’Orto, la direttrice di Rai Fiction Eleonora Andreatta e la stessa Annibali.

“I dati riguardanti la violenza sulle donne sono sconfortanti – dice Cristiana Capotondi, che interpreta Lucia Annibali nel film – ma ora queste realtà emergono di più e vengono in luce: dall’altro lato le donne devono fare formazione, perché la donna è cambiata e l’uomo spesso non riesce a comprenderla, perché a sua volta è figlio di una donna che ha un retaggio del passato. È necessario raccontare chi è la donna oggi; nel film raccontiamo quando Lucia si guarda allo specchio e vede un’altra persona, che ha la stessa voce ma con un temperamento diverso, una forza ritrovata ma senza i suoi connotati. Credo che adesso Lucia sta tornando a ritrovare se sessa: ha un nuovo viso e mi piace pensare che ci sia un momento in cui ritornerà a casa, in qualche modo.”

Lucia Annibali è riuscita a superare un attacco che mirava a distruggerla nel corpo e nella mente: “Visto l’allarme sociale che cresce sugli attacchi con l’acido – dice in merito alla sua vicenda – ritengo sia auspicabile individuare una fattispecie di reato che tenga conto dei danni gravi ed irreversibili che costringono le vittime a convivere tutta la vita con un aspetto diverso dal proprio”. Lucia sa che la sua storia può rappresentare un caso esemplare per evitare che episodi del genere si ripetano; e anche se giustizia è stata fatta, la donna è attraversata da una disincantata consapevolezza: “Non ci sarà mai una pena che potrà ripagare quello che mi è successo”.

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