Idomeni, di fronte ai nostri occhi il dramma dei bambini che chiedono umanità

Migranti
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Un gruppo di GD si trova nel presidio di Msf per portare aiuti umanitari e vedere da vicino le condizioni dei migranti ospitati nel centro

Quando una persona decide di aderire ad un movimento socialista, lo fa mosso dalla convinzione che tutti gli uomini siano uguali. Quando una persona decide di aderire ad un movimento socialista, lo fa mosso dalla volontà di cambiare il mondo. Se un partito che si dice socialista dimentica questi punti fondamentali allora è destinato non solo a tradire lo spirito originario di tanti compagni, ma anche a venir meno al compito che la storia ci impone.

Con questo spirito un gruppetto di ragazzi dei Giovani Democratici hanno raccolto aiuti umanitari e riempiendo due furgoni sono partiti dal Veneto alla volta di Idomeni con la volontà di fare la propria parte. Fanno il possibile, come ci racconta Valeria Zampieri, una dei ragazzi partiti per questo viaggio della solidarietà: “distribuiamo viveri tra le tende e aiutiamo nella gestione dei generi che arrivano al campo”. E lo stanno facendo in un momento in cui il Regno Unito rifiuta di accogliere 3000 bambini, l’Austria vuole chiudere le frontiere, i paesi del nord Europa chiedono di essere rimborsati dai rifugiati per l’accoglienza.

Insomma: mentre in Europa conservatori e sedicenti socialisti si comportano da barbari, il governo italiano è l’unico che cerca di trovare una risposta positiva alla crisi che stiamo vivendo e il Pd e i GD dimostrano di essere gli unici ad avere ancora chiaro da che parte stare.

La situazione che i nostri ragazzi hanno trovato è drammatica. L’elettricità va e viene, così come l’acqua. Per mangiare bisogna fare una fila di 2 o 3 ore e basta che in fila una persona ne superi un’altra che subito si scatena la rissa. Tutto questo riguarda oltre 12.000 persone, di cui il 60% sono bambini. Bambini spesso soli, orfani, non accompagnati da nessun adulto e che devono cercare di cavarsela in mezzo ai “grandi”. Per renderci bene conto dei numeri, 7200 bambini (di cui alcuni nati nel campo ) vuol dire un comune (neanche tanto piccolo) abitato solo da bambini. I due presìdi, tenuti da Medici Senza Frontiere e da altre Ong umanitarie sono al collasso. I rifugiati vivono in condizioni di semi libertà per cui potrebbero uscire dal campo con il solo problema che il centro abitato più vicino si trova a 30 chilometri.

Questi erano solo un po’ di dati. Quello che però i ragazzi non sono stati in grado di raccontarci sono gli sguardi, le centinaia di storie che stanno sentendo. Forse non sarebbe neanche questo il luogo adatto. Quello che ci sentiamo di chiedere, però, è che tutti in questo partito diano un segnale forte di aiuto ovunque ce ne sia bisogno.

È evidente che sull’accoglienza da noi italiani c’è solo da imparare. A Idomeni serve supporto logistico, servono beni di prima necessità, per reperirli dovrebbero essere organizzate gare di solidarietà tra enti pubblici e privati, tra associazioni, tra cittadini. I dati che abbiamo riportato riguardano un solo campo, ma in tutta Europa ci sono decine e decine di campi del genere che ospitano centinaia di migliaia di persone. Ovunque serve una mano, ovunque serve un aiuto.

“I Giovani Democratici devono essere d’esempio per tutti – sostiene il segretario Mattia Zunino – perché chiunque voglia dirsi umano non può restare indifferente davanti alla barbarie. Ci rivolgiamo a tutti i partiti, a tutti i movimenti politici: dimostriamo di essere migliori degli altri. Dimostriamo che noi crediamo nell’accoglienza non perché siamo ‘buoni’, ma perché sappiamo che l’umanità è un sentimento che va coltivato giorno per giorno e perché vediamo il mondo come un posto di cui prendersi cura”.

Di tutto ciò che non avremo fatto la storia ci chiederà conto.

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