I treni in Puglia e “l’organico” danno ambientale

ControVerso
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Ma prima di sequestrare provare a parlare e trovare una soluzione, no?

In Puglia la polizia ambientale ha sequestrato un certo numero di treni perché, tenetevi forte, non avevano i gabinetti in regola. Procediamo con ordine.

I treni in questione raccolgono i risultati delle deiezioni umane in piccoli contenitori, che, una volta il treno sia fuori dalla stazione e abbia raggiunto una certa velocità, vengono scaricati sui binari. Questo rappresenta secondo i solerti poliziotti un danno ambientale tale da giustificare il sequestro dei treni, per lo più addetti al trasposto dei pendolari. Che adesso andranno in auto, se possono. Provvedimenti simili sono attesi in altre parti d’Italia.

Chi ha memoria, e l’età per averla, ricorda quando appositi cartelli ci invitavano a non usare i bagni dei treni nelle stazioni. La ragione era evidente. Un conto è accumulare e un altro disperdere lungo chilometri di percorso rifiuti di origine organica. Certo, tutto si può fare per il meglio e possiamo anche mettere i pannoloni a capre, pecore, mucche, cinghiali e bestiame vario che se ne va in giro facendo colpevolmente e liberamente i suoi bisogni. Ammiriamo quindi la solerzia dei bravi poliziotti ambientali, che hanno tempo per occuparsi anche di queste importanti questioni. Non si guarda in faccia a nessuno ed oltre che arrestare i delinquenti si arrestano anche i treni.

Una sola domanda: ma prima di sequestrare, visto che non mi pare si tratti di catastrofi, provare a parlare e trovare una soluzione, no?

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