I tre motivi per cui l’America non vuole Grexit

Grexit
epa04834583 US President Barack Obama delivers remarks after meeting with members of his national security team concerning ISIS at the Pentagon in Arlington, Virginia, USA, 06 July 2015.  EPA/Drew Angerer / POOL

Gli americani sembrano più preoccupati degli europei da un’eventuale uscita di Atene. Non solo per questioni economiche.

“E’ nell’interesse di tutti che la Grecia resti nell’Eurozona”. Queste parole non sono state pronunciate né da Jean-Claude Juncker né da Angela Merkel. Neppure da un funzionario Ue preoccupato per i contraccolpi che un’eventuale Grexit potrebbe avere sull’economia europea. A parlare è il segretario al Tesoro americano Jack Lew: “Il debito greco non è sostenibile – ha detto – ad un certo punto si devono fare scelte difficili. Il punto è se la Grecia e l’Europa hanno o meno la volontà di trovare una soluzione”. Parole che sono arrivate forti e chiare in tutte le cancellerie europee.

In molti si chiedono: quali sono i motivi per cui gli Stati Uniti sono più preoccupati dei governi europei da un’eventuale uscita della Grecia dall’euro? Le ragioni della presa di posizione di Washington sono sostanzialmente tre, due politiche e una economico-finanziaria.

  • L’amministrazione americana teme un effetto contagio che da Atene possa investire tutta l’Unione. L’onda emotiva di un fallimento delle trattative tra Grecia ed Europa potrebbe alimentare il vento populista che soffia forte in molti Paesi europei, dalla Francia all’Italia, dalla Spagna alla Gran Bretagna. Per gli Usa l’appoggio logistico, militare e commerciale dei partner del Vecchio Continente rimane fondamentale e il proliferare di movimenti neonazionalisti e no-euro potrebbe finire per mettere in discussione equilibri, interni ed esterni, radicati da decenni.
  • Un’uscita della Grecia dall’Europa coinciderebbe, concretamente, con l’uscita della stessa dalla sfera d’influenza occidentale. Il che porterebbe ad un’unica conseguenza certa: l’abbraccio (mortale agli occhi degli americani) da parte di Mosca. Atene fuori dall’Europa farebbe gola a Putin, già pronto a finanziare importanti progetti infrastrutturali nel Paese tramite la nuova banca di sviluppo creata dal gruppo dei Brics. La Grecia ha un’importanza strategica nelle zone calde dell’est-Europa, dei Balcani e del Mediterraneo che Washington non può e non vuole sottovalutare.
  • Vi è poi la decisiva questione economico-finanziaria. Gli Stati Uniti, a differenza della maggior parte dei Paesi europei, sono faticosamente ma definitivamente usciti dalla crisi economica. La disoccupazione è tornata a livelli pre-crisi, la produzione industriale è solida e in continua crescita, i consumi sono ripartiti. L’effetto di Grexit sulle borse europee creerebbe inevitabilmente instabilità e ne risentirebbe anche il mercato d’oltreoceano, andando ad intaccare una ripresa ormai consolidata.

Governi europei non amici, la Russia che mette le mani sulla Grecia, un nuovo crack che rischia di paralizzare i mercati: questi sono gli incubi di Washington. Per evitare che diventino realtà, Obama e tutta l’amministrazione Usa faranno il possibile. Rivolgendo attenzioni e pressioni non tanto su Bruxelles quanto su Berlino.

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