I soldi ci sono, la volontà anche. Ricostruiremo tutto

Terremoto
Basilica di San Benedetto, dopo l'ultima forte scossa di terremoto nella zona rossa di Norcia, 31 ottobre 2016. ANSA/ CROCCHIONI

Venerdì il Consiglio dei Ministri approverà un altro decreto legge che snellirà ulteriormente i tempi, le procedure, la burocrazia

Sono stato ieri a Preci. Ho condiviso con gli abitanti di quel piccolo paese ai piedi dei Monti Sibillini la Messa di Ognissanti. Ho salutato Viola che ha due mesi ed è la mascotte del gruppo e ho salutato Emma che sta andando verso i 103 anni. Un popolo, una comunità.

Oggi però lo sciame sismico mette a dura prova innanzitutto la tenuta psicologica della nostra gente. Vale per Preci, per Norcia, per Visso, per Ussita, per tutti i comuni che vanno da Amatrice a Tolentino. Diversamente colpiti, ovvio. Ma comunque tutti provati. E dunque la priorità è farsi compagni di strada, mettersi a fianco, far sentire l’affetto degli italiani.

Non sarà una sfida facile, non sarà una sfida breve. Ma abbiamo messo in campo una struttura che ci farà superare ogni difficoltà e ricostruire tutto com’era. Ci vorrà del tempo, ci vorrà tanta fatica. Ma l’Italia è più forte della fatica. Ed è più forte anche del tempo. Noi ricostruiremo tutto. Se dopo un terremoto 6.5 a distanza di qualche ora siamo a riflettere sui moduli abitativi, sul come riaprire le stalle, sul come garantire la permanenza in loco di chi vuole restare anche nelle prossime settimane in attesa delle casette di legno significa che nel disastro è accaduto un mezzo miracolo. E che la macchina dell’emergenza ha funzionato una volta di più. Grazie a tutti quelli che si stanno prodigando: siete motivo di orgoglio per il nostro Paese.

Venerdì il Consiglio dei Ministri approverà un altro Decreto Legge che snellirà ulteriormente i tempi, le procedure, la burocrazia. I soldi ci sono, la volontà anche. Ricostruiremo tutto. A cominciare dalla Chiesa di San Benedetto, patrono d’Europa.

Domani, giovedì, sarò inoltre al Politecnico di Milano per discutere con il prof. Giovanni Azzone, responsabile del progetto Casa Italia. Come del resto stiamo facendo in tutte le università (qui a Padova, venerdì scorso, abbiamo toccato anche questo argomento). Se per anni si è pensato solo all’emergenza, stavolta no. Un progetto lungo due generazioni che lascerà ai nostri figli un territorio più curato, come ha spiegato Renzo Piano in Senato.

Vedi anche

Altri articoli