I primi jet russi lasciano la Siria in guerra da 5 anni

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Il primo gruppo di aerei di Mosca hanno lasciato il Paese. Secondo Putin, Assad è pronto alla transizione politica. Onu: “E’ il momento della verità”

Nel giorno del quinto anniversario della rivolta contro Assad e quindi dell’inizio della guerra le truppe russe hanno cominciato a lasciare la Siria. Dopo l’annuncio fatto ieri dal presidente Vladimir Putin (“tutti gli obiettivi sono stati raggiunti, il presidente siriano è pronto ad avviare un processo di transizione politica”), stamattina il ministero della Difesa ha confermato che i primi jet di Mosca hanno lasciato il Paese. “Il primo gruppo di aerei russi è partito dalla base di Hmeimim, in direzione della loro base aerea di origine in Russia“, si legge in un comunicato. Il gruppo a cui fa riferimento il ministero comprende aerei da trasporto T-154 e cacciabombardieri Su-34.

Alla base della decisione russa, spiegano fonti del Cremlino, c’è la volontà di facilitare i negoziati ripresi a Ginevra tra governo e opposizioni. Negoziati che l’inviato speciale dell’Onu, Staffan de Mistura, ha definito come “il momento della verità”, mentre il cessate il fuoco è arrivato inaspettatamente al diciassettesimo giorno. In serata Barack Obama e Putin in una telefonata, resa nota dalla Casa Bianca, hanno discusso del ritiro e “dei prossimi passi necessari” per la fine delle ostilità.

Il capo del Cremlino, citato dalle agenzie russe, ha detto che “gli obiettivi sono stati raggiunti”, le forze russe hanno “creato le condizioni per far iniziare il processo di pace” e ora il loro ritiro può essere “una buona motivazione per dare inizio ai negoziati politici tra le forze del paese”. Putin ha informato della decisione in una conversazione telefonica il presidente siriano Bashar al Assad, il quale – riferisce il Cremlino – gli avrebbe assicurato di “essere pronto a iniziare il processo politico il più presto possibile”.

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