I magistrati di Potenza sentiranno Guidi e Boschi (magari prima del referendum?)

Governo
Il ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi durante la conferenza stampa al termine del Consiglio dei Ministri, Roma, 20 febbraio 2015. ANSA/ ALESSANDRO DI MEO

Una scelta del tutto legittima ma con conseguenze politico-mediatiche

La notizia fa un certo effetto: i pubblici ministri di Potenza che indagano sullo scandalo petroli in Basilicata si recheranno a Roma per ascoltare l’ex ministra Federica Guidi – come si sa, dimessasi dopo la divulgazione della famosa intercettazione telefonica con il suo compagno – e anche la ministra per i rapporti col Parlamento Maria Elena Boschi, il cui nome compare nella medesima telefonata.

Naturalmente i pubblici ministeri conducono le indagini come meglio credono e bisogna sempre “tifare” perché la giustizia trionfi. Il che non toglie che si resti un pochino sorpresi dalla scelta di sentire la Boschi, la quale è finita incidentalmente in una conversazione di una persona che peraltro non è nemmeno nemmeno indagata.

L’effetto politico-mediatico della iniziativa dei pubblici ministeri di Potenza è assicurato. Vorremmo capire se potrà essere (casualmente) ancora più forte: se cioè l’incontro con le due esponenti politiche avverrà prima del referendum del 17 aprile.

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