I leader Ue approvano l’accordo con la Turchia

Immigrazione
A mother and her children stand close to a border fence and Macedonian military armoured vehicles at a makeshift camp along the Greek-Macedonian border, near the Greek village of Idomeni on March 18, 2016, where thousands of refugees and migrants are stranded by the Balkan border blockade.
European Union leaders agreed late March 17, on what was described as a common position but gave no new detail about the proposals, including a key provision that Turkey provide human rights guarantees for the migrants it takes back from Greece. / AFP PHOTO / DANIEL MIHAILESCU

Al termine del summit i leader incontreranno il premier turco Ahmet Davutoglu per formalizzare l’accordo che entrerà in vigore domenica 20 marzo

Dopo ore di trattative arriva l’accordo tra Turchia e Unione Europea per la gestione dei flussi migratori. L’intesa, raggiunta dopo una mattinata di mediazioni, comprende due novità. La prima è un meccanismo che prevede un tetto di 72mila reinsediamenti di siriani nell’Ue. L’altra novità è la data dalla quale l’accordo entrerebbe in vigore, ovvero domenica 20 marzo.

L’accordo per contrastare il flusso nel blocco dei migranti senza documenti, ha dichiarato il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, rappresenta “una svolta per le relazioni tra Ue e Turchia. E anche sul versante del nostro obiettivo principale: di fermare il flusso di migranti irregolari – e voglio sottolineare irregolari – verso l’Europa. Quello di oggi – ha aggiunto Tusk – è uno dei più importanti risultati che ci potessimo aspettare. Ritengo profondamente che questi risultati pragmatici saranno significativi”.

Secondo Matteo Renzi, lo stesso approccio che viene riservato alla Turchia, va riservato ai paesi africani. “Noi abbiamo messo l’Africa centrale come priorità assoluta. Abbiamo sempre detto che la centralità per noi era questa, il testo conclusivo va in questa direzione ed è un fatto positivo. Ma mentre due anni fa di questi temi ci occupavamo solo noi in splendida solitudine, oggi questa attenzione è stata sancita e certificata” ha detto il premier al termine del Consiglio europeo. “Se vogliamo aiutarli a casa loro bisogna farlo sul serio” attraverso “la cooperazione internazionale, la creazione di opportunità di lavoro nei territori, iniziative come Europa e non singoli aiuti allo sviluppo e investimenti nell’agricoltura”.

“E’ realistico questo progetto di accordo” con la Turchia sui migranti “ma molto difficile da realizzare. È stato frutto di lavoro e compromessi. Vedremo nei prossimi mesi” ha detto ancora il presidente del Consiglio, auspicando che sulla riallocazione dei migranti cambi qualcosa anche se, ha aggiunto il premier, “utilizzerei lo schema ‘San Tommaso’, per il momento finché non vedo, non credo”. Ma sulla questione, ha proseguito, “mi pare che ci sia più consapevolezza”.

“Qualche passo avanti è stato fatto, ma solo parziale”, ha dichiarato il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni commentando dal Forum di Cernobbio l’accordo raggiunto al vertice di Bruxelles. “Si tratta comunque di un passo avanti – ha aggiunto il responsabile della Farnesina -, la cui applicazione non sarà affatto scontata”.

Ahmet Davutoglu parla di “giornata storica”. Secondo il premier turco “non c’è futuro per la Turchia senza l’Ue e non c’è futuro per l’Ue senza la Turchia” e ha invitato tutti a una collaborazione strategica sulla crisi siriana.

Protestano le organizzazioni umanitarie: dal Consiglio italiano per i rifugiati a Medici senza frontiere, da Unhcr a Oxfam condannano l’accordo raggiunto a Bruxelles. Il Cir parla di “un chiaro mercanteggiamento che si è concluso sulla testa e sulla pelle dei rifugiati. Così non si risolve ma solo si sposta la crisi europea dei rifugiati” ha dichiarato Christopher Hein portavoce del Consiglio italiano per i rifugiati.

“Questa è una crisi umanitaria che riguarda i rifugiati – ha commentato Carlotta Sami dell’Unhcr Italia a Rai News 24 -. Questo accordo deve mettere in piedi una serie di garanzie che riguardano i diritti specifici dei rifugiati sia in Grecia sia in Turchia, che non sono presenti. I rifugiati hanno bisogno di protezione, non di respingimenti. Noi temiamo che l’accordo sui reinserimenti riguardi solo una quantità minima di persone e possa mettere a rischio le persone che non sono siriane”.

Secondo Loris De Filippi, presidente di Medici senza frontiere – Italia, “l’accordo con la Turchia dimostra ancora una volta come i leader europei abbiano perso completamente il contatto con la realtà. Per ogni siriano che dopo aver rischiato la vita in mare sarà respinto in Grecia, un altro siriano avrà la possibilità di raggiungere l’Europa dalla Turchia. L’applicazione di questo principio di ‘porte girevoli’ riduce le persone a semplici numeri, negando loro un trattamento umano e il diritto di cercare protezione in Europa”.

“Un colpo senza precedenti inferto al diritto di asilo e alle persone che richiedono protezione: l’Europa rinnega il suo passato di patria dei diritti umani e mercanteggia con il destino di centinaia di migliaia di persone in fuga, calpestando in un solo colpo la propria legge, la propria storia e il proprio senso etico”, commentano da Oxfam.

I punti dell’accordo

Il rinvio di tutti i migranti – “Tutti i nuovi migranti irregolari in viaggio dalla Turchia verso le isole greche saranno riportati in Turchia”: è una misura “temporanea e straordinaria” con lo scopo di mettere fine ai pericolosi viaggi nell’Egeo e rompere il modello di business creato dai contrabbandieri. Per fare in modo che il ritorno dei richiedenti asilo non violi il diritto internazionale, l’accordo garantisce che qualsiasi domanda d’asilo sarà esaminata singolarmente sulle isole greche, il che richiederà un allestimento logistico importante. Torneranno coloro che non presenteranno la domanda o quelli la cui domanda sarà ritenuta irricevibile. Gli europei, per legittimare sul piano giuridico l’irricevibilità delle richieste d’asilo che saranno presentate in Grecia, si baseranno essenzialmente sul principio del “Paese terzo sicuro”. Quando la Grecia avrà riconosciuto questo status alla Turchia, l’Ue ritiene che i rinvii saranno legali, nella misura in cui i candidati potranno beneficiare della protezione internazionale che meritano. “La Turchia e la Grecia, assistiti dall’Unhcr e dall’Ue, prenderanno le misure necessarie” per permettere questa procedura, tra le quali la presenza di funzionari turchi sulle isole greche. “I costi delle operazioni di ritorno saranno prese in carico dall’Ue”.

Uno per uno – “Per ogni siriano tornato in Turchia dalle isole greche, un altro siriano sarà reinsediato dalla Turchia verso l’Ue”, afferma il progetto di accordo; e sarà “data priorità” ai migranti che non abbiano tentato di entrare in modo irregolare nell’Ue.

Per rassicurare gli Stati membri più riluttanti, il progetto prevede un plafond di 72mila posti offerti, nel contesto degli impegni già assunti dai Paesi europei, ma non ancora realizzati. “Se il numero dei ritorni supererà queste cifre”, il meccanismo “dovrà essere rivisto”, si legge senza ulteriori dettagli. L’Ue si impegna inoltre a lungo termine a un piano europeo di reinsediamento, sulla base degli impegni volontari da parte degli Stati membri

La liberalizzazione dei visti – Una delle contropartite per Ankara sarebbe “l’accelerazione” della “tabella di marcia” per consentire l’esenzione dei visti per i cittadini turchi in Europa, “al più tardi entro la fine di giugno 2016″. Ma Ankara deve soddisfare i 72 criteri specifici previsti (il che rende piuttosto improbabile tale prospettiva)

Assistenza finanziaria – L’Ue si è impegnata ad accelerare il versamento dell’aiuto di 3 miliardi di euro già promesso alla Turchia per migliorare le condizioni di vita dei 2,7 milioni di rifugiati che ospita. “Quando queste risorse saranno sul punto di essere completamente esaurite”, l’Ue darà “un aiuto finanziario aggiuntivo nel limite di 3 miliardi di euro supplementari fino alla fine del 2018″.

L’adesione all’Ue – Questa era una delle ‘linee rosse’ poste da Cipro: la promessa di aprire rapidamente nuovi capitoli di negoziato nel processo di adesione della Turchia.  Per aggirare la minaccia di veto di Nicosia, il progetto di accordo è sufficientemente vago da non suscitare malumori: “L’Ue preparerà la decisione di aprire nuovi capitoli do negoziati di adesione il più presto possibile”.

 

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