I grillini nervosi ora querelano: ecco come (e perché) hanno cambiato idea

M5S
m5spomezia

Il movimento Cinquestelle denuncia di essere vittima della “macchina del fango” e promette querele

C’è nervosismo in casa Cinquestelle. Dopo che la notizia del presunto “Watergate”,  secondo cui la posta elettronica dei parlamentari del M5S è stata spiata 24 ore su 24 dalla Casaleggio Associati. i vertici grillini sono passati al contrattacco.

Sul blog del comico genovese la spiegazione che viene data è lineare: è “la macchina del #FangoPiddino contro il MoVimento 5 Stelle” ad essere responsabile di quanto accaduto, ma contemporaneamente i grillini mettono le mani avanti e spiegano, “siamo i primi a volere chiarezza sul server parallelo del deputato ex M5s” (Tancredi Turco, che ha fatto le sue rivelazioni al Foglio – ndr).

L’attenzione dei media e le critiche innervosiscono i pentastellati secondo cui  “l’obiettivo di questa sistematica opera di discredito del M5S non si gioca sui contenuti, ma è volta a delegittimare il MoVimento 5 Stelle recuperando notizie vecchie e accompagnandole con commenti, illazioni e supposizioni di parlamentari che non appartengono più al M5S e che oggi militano in altri partiti”.

Viene, inoltre, spiegato che sul server “parallelo” che avrebbe spiato i Cinquestelle ed “era pagato con i soldi del gruppo, si appoggiavano non solo indirizzi di posta elettronica e documenti di alcuni parlamentari M5S, ma contenuti e siti terzi non riconducibili ai 5 Stelle, alcuni dei quali erano stati diffidati dall’uso del logo del M5S”. “Soprattutto – scrive il M5S – era noto che alla piattaforma avevano accesso persone terze la cui identità era però sconosciuta al gruppo parlamentare. Proprio per motivi di sicurezza, i parlamentari decisero di rivolgersi ad un consulente informatico di una società torinese che non ha nessun legame diretto con la Casaleggio associati, affinché verificasse l’effettiva presenza di queste anomalie”. Il blog di Grillo poi ricostruisce i passaggi con cui comunicò il rischio sulla sicurezza e le contromisure del caso: i contenuti andavano caricati altrove, visto che “il server non era più sicuro e  sarebbe stato disattivato”.

Contemporaneamente è interessante notare come il Movimento Cinquestelle sia diventato ipersensibile ad ogni genere di critica. Un atteggiamento che è possibile notare sia sui territori che nella cabina di regia del direttorio. La critica politica è sempre basata sui pregiudizi e le ricostruzioni giornalistiche che mettono in risalto le contraddizioni e i limiti del M5S sono sempre opera dei “pennivendoli” al soldo dei potenti cattivi.

 

dibadimaaaSul Blog oggi, per esempio, si legge che relativamente all‘articolo del Foglio scritto da Salvatore Merlo, il direttorio, composto da Luigi Di Maio, Alessandro Di Battista, Carla Ruocco, Roberto Fico e Carlo Sibilia, invita Gianroberto Casaleggio a chiedere i danni “fino all’ultimo centesimo” e ricordano che il giornalista è stato “già oggetto di precedente querela per testi non veritieri e diffamanti sul MoVimento 5 Stelle e su Casaleggio Associati”.

Questo succede anche nei comuni amministrati dai pentastellati. L’ultima sortita di questo genere riguarda Pomezia: in un post pubblicato su Facebook il 3 marzo, il M5S locale si dice sicuro della “strategia denigratoria messa in atto” e promette “ognuno è libero di scrivere ciò che gli pare, ma da ora se ne assumerà anche la responsabilità”.

 

Cattura

 

Forse il movimento Cinquestelle ha dimenticato di quando sosteneva che la querela servisse al potere. Certo sono passati sette anni ma sul blog si leggeva nel 2009: “La querela è un’arma da ricchi. Usata per intimidire. Per tappare la bocca. Per togliere i mezzi economici all’avversario. Spesso con la ricerca del pelo nell’uovo”. Nel post “La querela contro la Rete” si ribadiva: “Di solito si querela la verità, mai la menzogna. Di solito chi querela sono i politici e i rappresentanti delle cosiddette istituzioni, mai i cittadini” e veniva spiegato anche che “si può anche colpirne qualcuno per educarne cento”.

Tra ieri e oggi le posizioni sono molto distanti. All’epoca il M5S non era entrato nelle istituzioni e gli onorevoli cittadini non c’erano ancora. Ora che sono diventati “politici” querelano spesso e volentieri. Come tutti gli altri.

Vedi anche

Altri articoli