I funerali di Ingrao, la commozione e l’orgoglio. Reichlin: “Uomo giusto, la gente lo percepiva così”

Ingrao
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Tante persone a piazza Montecitorio. Presente anche Mattarella

A piazza Montecitorio, davanti a quella Camera dei deputati nella quale entrò nel 1948 e che presiedette dal 1976 al 1979, l’ultimo saluto a Pietro Ingrao, il dirigente comunista scomparso domenica scorsa.

Molti cittadini in piazza, in un clima di grande commozione. Naturalmente c’è tanta gente che per anni ha militato nel partito di Ingrao, ci sono bandiere rosse, presenti tanti dirigenti della sinistra di ieri e di oggi.

Nella tribuna anche il capo dello Stato, Sergio Mattarella, accanto a Pietro Grasso. C’è  l’ex presidente Giorgio Napolitano, con la moglie Clio. Presente anche Matteo Renzi.

Laura Boldrini ha preso la parola sottolineando la centralità del parlamento baluardo della democrazia e lodando “lo straordinario presidente della Camera, lui uomo di parte ma sempre imparziale”.

Poi il commosso ricordo di un grande allievo di Ingrao, Alfredo Reichlin, ex parlamentare del Pci e storico direttore dell’Unità: “Questo paese ha una storia. Eppure noi questa storia non l’abbiamo custodita bene”. E si è chiesto, citando il titolo dell’autobiografia di Ingrao: “Perché volevamo la luna o non l’abbiamo voluta abbastanza? Ingrao era una mente libera, cocciuta e assetata di conoscenza. Non era uno scettico, voleva capire, sapeva lottare e colpire. Sapeva che per vincere bisogna capire quel tanto di verità che c’è sempre in fondo alle cose. Ingrao era un uomo giusto: così la gente lo ha percepito. Pietro Ingrao, un uomo giusto: così lo percepiva la gente”.

Quindi Ettore Scola, con un appassionato discorso. Hanno pareso la parola anche familiari dell’ex presidente della Camera, sono state lette molte sue poesie. Anche don Luigi Ciotti ha tenuto un discorso commosso.

Al termine, canti e l’ultimo omaggio quando la bara è stata sollevata mentre la la folla cantava “Bella ciao”.

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