I dolori del giovane Barbacetto, che non accetta l’assoluzione di Penati

Politica e Giustizia
Filippo Penati dopo la lettura della sentenza di assoluzione del processo per tangenti, Monza, 10 dicembre 2015.  ANSA/DANIELE MASCOLO

Il giornalista del Fatto, uno dei più agguerriti accusatori di Filippo Penati, non manda giù l’assoluzione dell’ex sindaco di Sesto ed ex presidente della Provincia e gli dedica l’ennesimo pezzo al veleno. Lui lo querela

Dopo aver impostato gran parte della sua folgorante carriera giornalistica al Fatto Quotidiano sul ‘sistema Sesto’ e sul ‘caso Penati’, a Gianni Barbacetto deve essere venuto un colpo quando ha saputo che l’ex presidente della provincia di Milano è stato assolto dall’accusa di aver incassato denaro dall’imprenditore Piero Di Caterina, suo grande accusatore; prosciolto dall’accusa di aver favorito (per restituire quel denaro) Di Caterina nella vicenda Sitam, il Sistema di trasporto pubblico dell’hinterland a nord di Milano; prosciolto anche dall’accusa di corruzione per la caparra di una compravendita immobiliare tra Bruno Binasco e Di Caterina, che aveva incassato in questo modo due milioni; prosciolto, infine, per i finanziamenti alla sua fondazione ‘Fare metropoli’ e per i 14 milioni di riserve incassate dai Gavio nell’appalto della terza corsia dell’A7, la Milano Serravalle. Il reato di presunta corruzione per riqualificazione delle aree ex Falck di Sesto San Giovanni, era già caduto in prescrizione.

Ma si sa, dalle parti del Fatto non sono particolarmente attratti dalla parola “assoluzione”. Preferiscono concentrarsi su un’altra parola, la mitologica “prescrizione”. E così Barbacetto, ancora sotto shock, cerca di tirarsi su il morale scrivendo un pezzo tutto incentrato su questo ultimo aspetto. Il resto, chiaramente, sono solo accuse “per reati minori”. Il ‘sistema Sesto’, scrive, “non è mai andato a processo: nessun giudice ha potuto valutare le prove dell’accusa e gli argomenti della difesa a proposito delle supertangenti (5 miliardi e 750 milioni di lire) che l’imprenditore Giuseppe Pasini dice di aver pagato a Penati come anticipo di una mazzetta complessiva di 20 miliardi di lire, per ottenere di poter costruire sull’area Falck. La prescrizione ha salvato Penati dall’accusa di concussione. Aveva giurato che ci avrebbe rinunciato, ma con una mossa furbetta (era assente dall’aula proprio nel momento magico), la prescrizione gli è piovuta addosso a sua insaputa e lo ha reso puro come un giglio”.

Parole che colpiscono, perché fanno capire il momento di grande sofferenza umana che sta attraversando in questo momento Barbacetto. Parole che, però, mandano su tutte le furie proprio il diretto interessato, molto meno impressionabile dal travaglio (ops..) interno del giornalista del Fatto. Penati fa infatti sapere che procederà a querelare Barbacetto per quanto scritto.

Le cose stanno così“, scrive sulla sua pagina Facebook. “Su consiglio dei miei legali, ho chiesto e ottenuto dalla Procura di essere processato con rito immediato saltando l’udienza preliminare. la richiesta ė stata accolta e così il procsso si sarebbe fatto rapidamente e non c’era più bisogno di rinunciare alla prescrizione. Poi i pm invece hanno voluto forzare e hanno chiesto che ci fosse la rinuncia formale. Io non ero in aula per il semplice motivo che ero tranquillo che il processo si sarebbe svolto con rito immediato. Ho comunque fatto, credo unico in Italia in questi anni, ricorso in Cassazione contro la prescrizione. La Cassazione ha respinto il ricorso. Ma questa è storia ormai superata dall’assoluzione del 10 dicembre scorso. Infatti nel processo per le altre accuse i pm hanno chiesto e ottenuto dai giudici che i fatti prescritti risalenti a 16 anni fa entrassero nel dibattimento e quindi negli interrogatori in aula dei testimoni dell’accusa e degli imputati. Pertanto le motivazioni della sentenza di assoluzione con formula piena sono entrate nel merito anche di quelle accuse ( le prime 20 pagine della sentenza parlano dei fatti prescritti) e hanno fatto giustizia anche delle accuse prescritte. I giudici scrivono in sentenza che ‘il mercimonio per ottenere favori è successivo all’Amministrazione Penati’ stabilendo così la mia estraneità ai fatti del 2000 contestati dai PM“. 

Capito Gianni?

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