I dieci migliori dischi stranieri del 2015

Musica
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Vi proponiamo quelli che per noi sono i dieci migliori album internazionali del 2015, raccontati attraverso le citazioni dei più prestigiosi siti di critica musicale (e non solo)

Holly HerndonPlatform

Schermata 12-2457386 alle 01.40.19Disco incentrato sui suoni della nostra contemporaneità domestica, segnali sonori da social network, imput digitali meccanicamente codificati come familiari, Platform di Holly Herndon è stato acclamato come uno dei dischi elettronici dell’anno. Ecco cosa ne scrivono quelli di pitchfork: “Nonostante la portata davvero ampia del suo progetto, gli sforzi ambiziosi della Herndon risultano gradevolmente sfaccettati e personali, e Platform potrebbe rivelarsi la più stimolante uscita di musica elettronica sperimentale di quest’anno

Jamie xxIn Colour

Schermata 12-2457386 alle 01.51.48Produttore conosciuto per la sua militanza negli XX, Jamie xx approda al suo primo vero disco in proprio, In Colour, riscuotendo un enorme consenso di critica, con una ricerca sonora che lo porta a lambire attitudine pop, il dubstep e atmosfere che richiamano (forse in modo un po’ didascalico) certa rave music, mantenendo però quasi sempre una cifra personale. Ecco cosa ne scrive il tumblr dustedmagazine:

“I suoi 42 minuti di durata sono relativamente pochi, certo, ma non c’è dubbio che l’uomo dietro a questo progetto ha perfettamente il polso di ciò che può mancare alla musica elettronica in questo momento. Un punto di riferimento centrale. E In Colour è la stella polare, il disco che tiene insieme tutte le altre narrazioni sonore di questo genere

Julia Holter – Have You in my Wilderness 

Schermata 12-2457386 alle 02.19.44Album migliore di Julia Holter, Have you in my wilderness coniuga una spiccata fruibilità pop con una vena sofisticata negli arrangiamenti: il The Guardian, annunciandolo come “pop eccezionale costruito su fondamenta avanguardistiche” lo celebra così: “Il risultato è un album davvero fuori dal comune ed incantevole, opaco ma efficace, pieno di belle canzoni, oblique, non convenzionali, senza mai dare la sensazione di pretenziosità o leziosismo.

ArcaMutant

Schermata 12-2457386 alle 02.43.12Insieme a quello della Hernon e di Oneohtrix Point Never, questo lavoro di Arca è uno dei tre dischi della nostra classifica che incarnano maggiormente un certo spirito ultratecnologico di cui è permeato il nostro quotidiano. Marco Caizzi, sul sito italiano di approfondimento culturale Prismo, lo riassume cosi: “La miglior cosa fatta da Arca, che giustifica anni di hype e collaborazioni (da FKA Twigs a Bjork passando per Kanye West), (…) riesce non solo a raccontarci, ma a farci partecipare ai tormenti HD LIFE dell’oggi. Mutant non è il miglior disco del 2015. Mutant è il 2015. Indispensabile.

Oneohtrix Point Never – Garden of Delete

Schermata 12-2457386 alle 02.14.19Pezzo da novanta nel variegato calderone della cosiddetta musica hi tech, che racchiude sonorità tese a rappresentare il presente del nostro mondo digitale, Daniel Lopatin, in arte Oneohtrix Point Never, approda a questo Garden of Delete, seconda prove sulla lunga distanza per la blasonata etichetta Warp, con una solida aura di credibilità. Sforna una album che centrifuga pop, rock e anche una certa vena gothic metal, dentro un assurdo videogioco futuristico. Ecco cosa ne dice il sito Consequence of Sound: “E’ il lavoro più emotivo di OPN fino ad oggi ma in un certo senso anche il suo più assurdo. Il suo lato tragico è legato con il suo umorismo; la sua bellezza viene dai suoi momenti più lacerati.

Kendrick LamarTo Pimp a Butterfly

Schermata 12-2457386 alle 16.31.15Il disco rap più acclamato del 2015, al vertice di moltissime classifiche di fine anno, in realtà è più uno sguardo al passato che non una spinta verso nuove frontiere; ma in questo riesce benissimo nel suo intento: essere una specie di summa dell’hip hop contemporaneo. Quelli di Popmatters ne tessono le lodi in questo modo “dischi come questo sono rari: un album che è una chiamata alle armi, che vuole che tu agisca dopo che i suoi beat hanno sgombrato il campo e ti hanno lasciato letteralmente senza fiato

LowOnes and Sixes

Schermata 12-2457386 alle 16.42.19Più di vent’anni di carriera e una discografia senza macchia per la band che ha fatto di una forma canzone emotiva e rarefatta, diretta e minimale, la sua invidiabile bandiera: queste le parole che il prestigioso Mojo dedica al loro disco del 2015, Ones and Sixes: “I Low hanno fatto uno dei più impressionanti album della loro carriera, dando la sensazione che possiamo ancora aspettarci il meglio da loro, che non sono assolutamente bloccati nel passato.

 

Joanna Newsom – Divers

Schermata 12-2457386 alle 16.47.32Quarto album per Joanna Newsom, blasonata interprete di un sofisticato folk che flirta con la tradizione e dalla vena “arty” (Kate Bush è uno dei convitati di pietra del disco), questo Divers ne conferma le doti di performer e songwriter; lasciamo la parola a quelli di  recordcollectromag “Divers è un altro capolavoro messo in piedi con incredibile meticolosità da una delle cantautrici che meglio incarnano il loro tempo, un lavoro che avrà il potere di incantare svariate altre generazioni dopo questa.”

Sufjan Stevens – Carrie and Lowell

Schermata 12-2457386 alle 17.12.03Uno degli album più scarni, essenziali e diretti di Sufjan Stevens e anche uno dei suoi migliori e più universali. Questo il giudizio che ne dà Absolutepunk: “Carrie & Lowell gioca a carte scoperte e di conseguenza è il disco più aperto, trasparente e sincero che Stevens abbia mai fatto nella sua carriera. A volte, questo è tutto ciò che serve per fare un capolavoro.”

 

 

Father John Misty – I Love You Honeybear

Schermata 12-2457386 alle 17.20.23J.Tillman, oltre ad aver suonato per qualche anno la batteria nei Fleet Foxes, è l’autore di uno dei brani che, almeno a nostro gusto, è uno dei più toccanti inni del 2015: questa tradizionalissima (a livello sonoro) e quanto mai incisiva Holy Shit. I Love You Honeybear si guadagna un 9 sul sito Noripcord, dove scrivono: “Con Honeybear J. Tillman è diventato uno dei grandi cronisti della nostra generazione, in possesso di un una spietata e appassionata intelligenza, messa la servizio di una sofisticata sensibilità melodica.”

 

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