I dem verso una Direzione unitaria, di primarie si parlerà un’altra volta

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Intervento Renzi Direzione Pd

L’appuntamento di oggi dedicato esclusivamente all’emergenza terrorismo. Giovedì Renzi incontrerà Hollande

Una moratoria alle polemiche. La Direzione del Partito democratico che si riunirà questo pomeriggio alle 16.30 (la diretta sarà trasmessa in streaming su Unità.tv) non entrerà nel merito delle polemiche emerse in questi giorni a proposito delle primarie e delle relative candidature. Così come previsto, sarà una riunione dedicata interamente alla politica estera e senza distinzioni di linea.

Le relazioni di apertura saranno affidate al ministro Paolo Gentiloni e al responsabile Esteri del partito Enzo Amendola. Matteo Renzi arriverà probabilmente in lieve ritardo all’appuntamento al Nazareno, visto che in tarda mattinata ha reso maggio a Venezia alla salma di Valeria Solesin (l’unica vittima italiana degli attentati parigini del 13 novembre scorso), i cui funerali si svolgeranno domani, mentre alle 14.30 il premier è atteso a Ravenna a un’altra camera ardente, quella dell’assessore e candidato alle primarie del Pd, Enrico Liverani.

Stamattina, Renzi ha anche chiamato il nuovo presidente argentino Mauricio Macri. Giovedì mattina, invece, andrà a Parigi, dove incontrerà il presidente francese François Hollande, impegnato in questi giorni in un giro di colloqui con gli alleati: oggi ha ricevuto il premier britannico David Cameron, domani volerà a Washington per parlare con Barack Obama, mentre mercoledì sera sarà a cena con Angela Merkel e giovedì, dopo aver visto il premier italiano, incontrerà Vladimir Putin.

In questo clima internazionale, Renzi ovviamente non vuole che l’appuntamento di oggi al Nazareno si trasformi in un’occasione per parlare di questioni interne. E, d’altra parte, gli stessi vicesegretari Lorenzo Guerini e Debora Serracchiani, nelle interviste concesse oggi alla stampa, precisano che le regole delle primarie saranno oggetto di un’altra Direzione nelle prossime settimane. Tutto lascia pensare, quindi, a una riunione unitaria, senza tensioni, nel quale anche la minoranza riconoscerà e sosterrà la linea scelta dal governo di fronte alla crisi post-attacchi terroristici, come già nei giorni scorsi Roberto Speranza aveva avuto modo di confermare al premier.

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