I conti di Expo sono anche meglio del previsto. Pd: “Ora tocca a Parisi”

Milano
Il commissario Expo Giuseppe Sala a Milano in occasione dell'incontro "Expo Milano 2015: le ragioni del successo", 16 dicembre 2015. 
ANSA / MATTEO BAZZI

Bussolati e Majorino: “Sala ha reso pubblica la sua dichiarazione dei redditi, perché Parisi non fa lo stesso con la sua e quella delle sue società?”

La campagna elettorale milanese entra nel vivo e, a poco più un mese dal voto, uno degli argomenti principali dei detrattori di Giuseppe Sala, ex ad di Expo ora candidato sindaco del centrosinistra, sembra destinato ad un inesorabile sgonfiamento. A fine 2015 è di 30,7 milioni di euro il patrimonio netto della società Expo, rettificato alla data di messa in liquidazione della società in 23 milioni di euro. Lo comunica Expo Spa in una nota diffusa alla vigilia della riunione dell’assemblea dei soci che dovrà presentare i conti della società al collegio dei liquidatori, insediatosi il 18 febbraio scorso.

Sala ha consegnato il rendiconto sulla gestione, il conto economico e lo stato patrimoniale della società al 31 dicembre 2015 e la relativa integrazione fino al 18 febbraio 2016, data di effettivo insediamento dei liquidatori. Al termine della riunione del 21 dicembre 2015 del Consiglio di amministrazione di Expo, convocato per presentare i dati preliminari del bilancio 2015, era stata comunicata una previsione di patrimonio netto di 14,2 milioni di euro.

“Con l’ennesima certificazione della bontà dei conti di Expo, che sono addirittura meglio del previsto, gufi e avvoltoi possono tornare a rintanarsi”. Cosi’ il segretario del Partito Democratico di Milano, Pietro Bussolati, ha commentato le anticipazioni sul rendiconto dell’esposizione universale di Milano, diffusi ieri dalla società. Adesso secondo Bussolati “tocca a Stefano Parisi“, candidato sindaco del centrodestra a Milano, “mostrare i redditi degli ultimi cinque anni, come fatto da Beppe Sala, magari anche quelli della sua società”. Da quanto letto “in questi mesi sui giornali – ha concluso – sembra che più che Expo il buco l’abbia fatto Chili Tv”, la società fondata da Parisi.

“Spero che da oggi si chiuda questa polemica – gli fa eco Pierfrancesco Majorino, capolista del Partito Democratico – e si continui a considerare preziosa l’eredità di Expo per la nostra città. La palla ora passa dall’altra parte del campo, dove si percepisce una certa nebbia. Mi chiedo perché Parisi non faccia altrettanto e non sia disponibile a dare le liste che lo sostengono alla commissione antimafia“.

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