I cattolici dem disertano il Circo Massimo (tranne Fioroni)

Family Day
La manifestazionea piazza San Giovanni, Roma, 20 giugno 2015. ANSA/ETTORE FERRARI

Alla manifestazione di oggi soprattutto esponenti della destra

La presenza di Roberto Maroni al Family day era stata già ufficializzata dalla scritta comparsa sul Pirellone a Milano. Altri hanno usato il più normale strumento del comunicato stampa o delle dichiarazioni ai cronisti. L’assessore lombarda alle Culture, identità e autonomie, Cristina Cappellini, ha annunciato via Facebook, la sua presenza “in piazza con il popolo dei veri diritti civili per dire ‘no’ al ddl Cirinnà e a tutte le conseguenze che potrebbero derivare dalla sua approvazione, per dire ‘sì’ alla famiglia, che i bambini non si comprano e che hanno il diritto di avere una mamma e un papà”.

Altri del Carroccio, così come Fratelli d’Italia e qualche rappresentante di Forza Italia (come Altero Matteoli, Renato Brunetta e Maurizio Gasparri). Qualcuno a sorpresa se ne è tirato fuori, anche con motivazioni originali, ma comprensibili visto il tema centrale della manifestazione (Matteo Salvini ad esempio non andrà perché divorziato). I capigruppo in Senato e alla Camera, Gian Marco Centinaio e Massimiliano Fedriga, invece ci saranno e rappresenteranno il Carroccio in piazza con una delegazione di parlamentari dei rispettivi gruppi formata dai deputati Giancarlo Giorgetti, Barbara Saltamartini e dal senatore Nunziante Consiglio.

Non è certo la Lega, però, a offrire grandi colpi di scena su questi temi. A interessare di più sono i rappresentanti della maggioranza e del governo che, anche in vista dell’approdo in aula del ddl Cirinnà, pur esprimendo posizioni diverse sulle unioni civili e la stepchild adoption, preferiscono sfilarsi dalla piazza del Circo Massimo.

Sono in tanti, per vari motivi, a prendere le distanze dall’evento organizzato dal comitato Difendiamo i nostri figli composto anche da Mario Adinolfi (anche lui, come Salvini, divorziato). I primi a farlo, nonostante le posizioni di Ncd, i ministri del governo che hanno annunciato di non partecipare proprio perché rappresentanti dell’esecutivo e quindi “di tutti i cittadini” come hanno dichiarato Lorenzin e Alfano.

Altri centristi, però, saranno al Circo Massimo domani: tra questi, hanno dato l’adesione o comunque il loro sostegno Maurizio Sacconi, Eugenia Roccella (sempre in prima fila sui temi etici, dall’eutanasia alla maternità surrogata) e ancora il presidente del Comitato parlamentari per la famiglia Alessandro Pagano, Rocco Buttiglione, Lorenzo Cesa, Paola Binetti, Gianpiero D’Alia, Angelo Cera, Giuseppe De Mita e Antonio De Poli. Tra i fuoriusciti, Gaetano Quagliariello, fondatore di Idea, chiederà il voto segreto in aula sul ddl Cirinnà, ma ha già dichiarato ufficialmente di voler partecipare al Family Day.

L’ala cattolica del Pd non ci sarà: c’è chi dichiara, come Teresa Piccione e Stefano Lepri, che la partecipazione alle manifestazioni non fa parte del ruolo dei parlamentari, i quali “fanno un altro mestiere”. C’è chi sostiene, invece, di non riconoscersi in quella piazza, come Rosa Maria Di Giorgi: “Non ho nulla a che fare con il Family Day. La mia piazza, per mie convinzioni e per mia modalità, casomai è quella arcobaleno” dal momento che la senatrice cattolica si è “sempre battuta per i diritti degli omosessuali”.

C’è anche chi evita di creare tensioni nel partito, soprattutto dopo la riunione che c’è stata in Senato ieri e il voto favorevole e unanime all’impianto del ddl Cirinnà. Non ci saranno nemmeno Rosy Bindi, Franco Monaco, Francesco Garofani e Ernesto Preziosi – quest’ultimo promotore del documento dei parlamentari cattolici dem per lo stralcio della stepchild adoption – il quale pur condividendo “le piazze e il fatto che il cittadino sia convocato per manifestare un pensiero”, invita i parlamentari a non partecipare e chiede agli organizzatori di chiedere “agli esponenti politici di non essere in piazza per evitare strumentalizzazioni”. I parlamentari, dice ancora Preziosi, “hanno a disposizione le aule parlamentari e il processo legislativo” ma “cercherò di ascoltare la piazza. E questo dovrebbero fare i colleghi parlamentari”.

In piazza ci sarà invece Beppe Fioroni, unico del Pd ad annunciare pubblicamente la sua partecipazione. Il deputato dem prende però le distanze da coloro “che pensano di poter fare campagna elettorale su questi temi, quelli che sulla manifestazione provano a mettere il cappello per lucrare voti e che invece escono con meno consensi di prima”. “Io non devo convincere nessuno delle mie idee – dichiara ancora il parlamentare -, pretendo però che vengano rispettate le mie; le idee di uno che crede in qualcosa e non che ubbidisce a qualcuno. Quando con Veltroni ero nel Pd, ci sfottevano dicendo che eravamo del Pd e del ‘ma anche’, ora sul Family day e la piazza arcobaleno ci sono quelli del ‘vorrei ma non posso’”.

 

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