House sharing, stop all’evasione: nella manovra la norma “Airbnb”

Legge di Bilancio
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Tra le altre novità in discussione alla Camera anche l’estensione del congedo obbligatorio per il padre a tre giorni e l’aumento delle detrazioni per le attività sportive

La commissione Finanze della Camera ha approvato un emendamento alla legge di Bilancio che si propone di regolare il mercato degli affitti brevi in strutture “extralberghiere” da parte di privati o di intermediari online. L’emendamento già ribattezzato norma “Airbnb”, famoso sito che permette di affittare le proprie abitazioni per brevi periodi, definisce cosa sono le locazioni di breve periodo: quelle turistiche e i contratti relativi all’esercizio di ogni tipo di struttura ricettiva extralberghiera “aventi ad oggetto la concessione in godimento a terzi di immobili e relative pertinenze, o porzioni di essi, idonei all’uso abitativo, effettuate direttamente da privati o tramite l’intermediazione di portali online di commercializzazione”, come AirBnb, “di agenzie immobiliari o di altri gestori professionali”.

L’emendamento – presentato dalla Deputata Pd Silvia Fregolent – è stato approvato dalla commissione Finanze e definisce cosa sono le locazioni di breve periodo: quelle turistiche e i contratti relativi all’esercizio di ogni tipo di struttura ricettiva extralberghiera “aventi ad oggetto la concessione in godimento a terzi di immobili e relative pertinenze, o porzioni di essi, idonei all’uso abitativo, effettuate direttamente da privati o tramite l’intermediazione di portali online di commercializzazione”, come AirBnb, “di agenzie immobiliari o di altri gestori professionali”. A tutte queste locazioni, i cosiddetti “Bed and breakfast”, si applicheranno le norme sulla registrazione del contratto di affitto.

Il registro

All’Agenzia delle entrate sarà creato un “Registro unico nazionale delle attività extralberghiere non imprenditoriali”. All’interno saranno trascritte le generalità di chi affitta una abitazione, che invierà all’Agenzia tutti i dati una sola volta.

Cedolare secca al 21%

Dal prossimo anno – si legge nell’emendamento alla manovra – chi affitta stanze o case per breve tempo sarà soggetto alla cosiddetta cedolare secca, ovvero l’imposta per gli affitti non superiori ai 18 mesi a cui si applica un’aliquota al 21%.

Sostituto d’imposta per stop a evasione

Le aziende come AirBnb che offrono un servizio di “share economy” dovranno diventare sostituti di imposta e, dunque, provvedere al versamento di quanto dovuto al fisco per conto di chi affitta. Dalla norma, quindi, si deduce che gli intermediari, che siano portali web o agenzie turistiche, dovranno avere una partita Iva italiana. “Per l’accertamento, la riscossione, i rimborsi, le sanzioni, gli interessi ed il contenzioso relativi all’imposta dovuta si applicano comunque le disposizioni previste per le imposte sui redditi.

Tassa di soggiorno

Anche a questa tipologia di affitti si applicherà l’imposta di soggiorno, come avviene ora per alberghi e le altre strutture ricettive tradizionali.

Le altre novità presentate alla Camera

Portare da 210 a 600 euro le detrazioni per le attività sportive dei figli e il tetto Isee di 13mila euro annui per usufruire del bonus bebè sono altri due emendamenti presentati. C’è inoltre la proposta della deputata Paola Binetti (Ap) che estende la durata del congedo obbligatorio per il padre a tre giorni (nel testo erano due), e aumenta da 20 a 30 milioni l’onere derivante da queste misure, che dovranno essere finanziate con la riduzione per il medesimo anno del Fondo sociale per occupazione e formazione.

Passa in commissione Finanze anche una norma anti evasione relativa al bollo auto. Gli uffici del dipartimento dei Trasporti e le autofficine autorizzate alla revisione dovranno controllare che risulti pagata la tassa di proprietà e tassa di circolazione. I proprietari dei veicoli beccati in fallo non potranno circolare fino ad avvenuto pagamento. La proposta Pd dovrà passare alla commissione Bilancio.

C’è infine uno stop al ‘secondary ticketing’, ossia l’acquisto massiccio di biglietti di concerti per rivenderli a prezzi maggiorati. La norma contro i “bagarini online” prevede anche multe da 30mila a 180mila euro per ciascuna violazione accertata.

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