Hollande ribatte ai suoi avversari e punta a restare all’Eliseo

Francia
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Il presidente francese ha lanciato diversi segnali che lasciano presagire un tentativo di un secondo mandato

François Hollande passa al contrattacco. Dopo aver incassato il duro colpo delle recenti dimissioni del suo ministro dell’economia, Emmanuel Macron, giovedì il presidente della Repubblica Francese ha pronunciato un lungo discorso su “la democrazia e il terrorismo”, lasciando intendere all’elettorato francese che parteciperà alla corsa per le presidenziali del prossimo anno. Anche se non è mai stato detto apertamente, durante il suo intervento Hollande ha lanciato diversi segnali che lasciano presagire un tentativo di prolungare la sua permanenza all’Eliseo con un secondo mandato.

Il presidente ha messo più volte l’accento sulla difesa dei valori democratici della repubblica francese. Tra questi, il tema della laicità, considerato come un “principio di neutralità che si impone allo stato ma anche ai cittadini che devono rispettarla”. L’Islam, secondo Hollande, è una religione che “può convivere con la laicità”, come dimostrano tutti i giorni i tanti musulmani che “praticano la loro religione senza disturbare l’ordine pubblico”. Con queste parole il presidente ha voluto richiamare al concetto di unità nazionale ricordando che “la Repubblica è una e indivisibile”.

Non sono mancate poi le risposte agli attacchi dei suoi avversari politici, mai citati apertamente durante il discorso. A Sarkozy, che ha criticato più volte l’operato del governo nella lotta al terrorismo, Hollande ha ricordato che bisogna “assicurare la libertà senza rinunciare mai a vivere come vogliamo”. L’inasprimento delle misure di sicurezza richiesto dal leader di centro-destra è stato etichettato come un tentativo di accaparrarsi voti alzando i toni per attirare l’attenzione.

Anche l’estrema destra del Front National è stata oggetto di critiche. Il riferimento a Marine Le Pen è stato evidente quando Hollande ha sottolineato la facilità con cui si fa leva sulle “paure”, stimolando i “cattivi sentimenti” della popolazione.

Per riconquistare l’immagine perduta in questi quattro anni, Hollande dovrà faticare non poco. Secondo un sondaggio condotto da TNS e pubblicato da Le Figaro e LCI, per le prossime elezioni il leader socialista sarebbe eliminato al primo turno, ottenendo tra l’11% e il 15% delle preferenze. Prima di confrontarsi con i suoi avversari di destra, però, bisognerà fare i conti con i pretendenti alla leadership del centro-sinistra, come il suo ex ministro dell’economia Arnaud Montebourg, Jean-Luc Melenchon e molto probabilmente il primo ministro Manuel Valls.

Le primarie del partito socialista, previste per il 22 e il 29 gennaio, saranno un test fondamentale per il presidente della Repubblica, che dovrebbe ufficializzare la sua candidatura entro la prima settimana di dicembre.

Da questo primo discorso si cominciano a intravedere le linee guida di una sua eventuale campagna elettorale: la difesa delle istituzioni, l’unità nazionale e i valori repubblicani dello “stato di diritto” saranno i pilastri su cui Hollande cercherà di costruire un programma valido e convincente.

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