Hollande piange i suoi morti: “Contro il terrorismo noi abbiamo la vita”

Parigi

La Francia rende oggi omaggio “nazionale e solenne” alle 130 vittime del peggior attentato della sua storia

“Venerdì 13 novembre, un giorno che non dimenticheremo mai, la Francia è stata colpita da un vile atto di guerra in nome di un Dio tradito”. Con queste parole il presidente francese Francois Hollande ha iniziato il suo discorso, pronunciato in omaggio alle 130 vittime degli attentati di Parigi. Ad assistere alla cerimonia più di 2mila persone: familiari delle vittime, feriti e personalità francesi.

Dopo l’inno, sullo schermo allestito in piazza, i volti delle vittime. Nel silenzio sono stati letti i nomi di ognuno e la loro età: la gran parte tra i 25 e i 35 anni. Fra questi anche la nostra Valeria Solesin. Ci sono voluti 11 lunghissimi minuti per leggerli tutti.

“Oggi la nazione tutta intera si sforza di vivere, di vivere per le vittime. Centotrenta nomi, 130 vite strappate, 130 destini spazzati via”, ha continuato il capo dello Stato, “queste donne e questi uomini, la gioventù della Francia (…) sono stati abbattuti perché rappresentavano la Francia e la libertà. Vi prometto solennemente – ha continuato Hollande – che la Francia farà tutto il possibile per proteggere i suoi figli e che la Francia resterà se stessa”.

La scelta del luogo della cerimonia, il cortile d’onore dell’Hotel nacional des Invalides, non è casuale: sotto la cupola dorata è qui che sono sepolti Napoleone Bonaparte e molti eroi di guerra francesi. E da qui Hollande ha chiesto ai francesi di mostrare la loro partecipazione e la loro vicinanza esponendo la bandiera nazionale alle finestre in tutto il paese.

“Conosciamo il nemico: è l’odio, il fanatismo, l’oscurantismo, questo nemico lo vinceremo insieme con le nostre forze con l’arma della democrazia e del diritto” (…) “ma possiamo contare sui nostri militari e sui nostri poliziotti sul parlamento, sul diritto”, ma “soprattutto su ogni francese per dare prova di vigilanza, risoluzione, umanità, dignità. Porteremo questa lotta fino alla fine e vinceremo. Noi non cambieremo – ha promesso Hollande – e saremo uniti sull’essenziale”.

Poi un inno alla vita, perché è anche questo che oggi si onora.

“Cosa vogliono i terroristi? Dividerci? Falliranno perché hanno il culto della morte, ma noi abbiamo l’amore per la vita”. E ha promesso: “Il fracasso della musica continuerà, moltiplicheremo le canzoni, i concerti e gli spettacoli, continueremo ad andare allo stadio”.

 

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