Berlino ore 18. Hollande, il paradosso di un leader debole

Europa
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Il presidente francese François Hollande mentre annuncia la chiusura della frontiere: "Dobbiamo difenderci", ha detto in diretta tv, Parigi, 14 Novembre 2015. ANSA/ TV/ BFM TV

Per il Presidente francese più sfortunato della storia c’è un’occasione europea da cogliere

 

In un certo senso, è una vendetta della storia che François Hollande, il più debole Président degli ultimi decenni, sia chiamato al capezzale dell’Europa, e per di più dinanzi alla catastrofe di quella Gran Bretagna che la Francia non ha mai amato, per usare un eufemismo.

E’ un paradosso che il futuro dell’Europa politica sia (anche) nelle mani di un leader apparso spesso incerto proprio su questo terreno, vittima di una opinione pubblica interna tornata sciovinista e xenofoba,  almeno in una sua parte molto rilevante: quella che guarda a Marine Le Pen e che l’anno prossimo alle presidenziali francesi potrebbe dare un grosso dispiacere ai socialisti.

Ed è un’altra circostanza un po’ strana che Hollande si trovi al centro della scena europea proprio mentre in casa sua lo contestano da tutte le parti, da ultimo per la famosa loi travail che ha suscitato proteste che a momenti paralizzavano il Paese.

Eppure… Eppure monsieur le Président sta attraversando l’ultimo anno e mezzo sempre saltando nei cerchi di fuoco – da Charlie Hebdo al Bataclan, è stato un vero calvario – non rassegnandosi mai, non mollando, tergiversando o mettendoci la faccia, a seconda dei momenti, e comunque checché se ne pensi il timone del malridotto vascello francese lo sta tenendo. Sulle ricordate proteste contro la loi travail, per esempio, sta tenendo il punto, i cortei si sgonfiano, le manifestazioni non bloccano più le cità, il Paese riparte.

Così oggi giunge a Berlino un Hollande, fresco di un ritrovato asse con Matteo Renzi, dinanzi a colei che ha le chiavi dell’Europa, quell’Angela Merkel con cui ha un rapporto sempre cordiale e rispettoso non senza una punta di scetticismo tutto francese nei confronti dei les allemands, nei confronti dei quali persiste un qualcosa che non torna che nemmeno la storica stretta di mano fra Mitterrand e Kohl ha potuto nebulizzare.

Hollande e Renzi oggi punteranno i piedi: cara Angela, l’Europa non può perdere tempo con i britannici. Hanno votato, e se ne traggano rapidamente e senza fare sconti le conclusioni. Secondo: cara Angela, la tua austerità che toglie aria all’economia non regge più. Non si tratta di inventare un’altra politica dall’oggi al domani ma qualche segno, che oltre tutto rassicuri gli europei, i mercati, il sistema bancario, va dato subito.

Già, per il più sfortunato presidente francese della storia c’è spazio per una iniziativa importante. Se saprà coglierlo avrà legna da ardere alle prossime elezioni. Compito difficilissimo ma vale la pena di tentare.

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