“Ho altri impegni”: Bob Dylan non andrà a Stoccolma per il Nobel

Letteratura
American folk-rock legend Bob Dylan, who turned 70 recently, performs on stage in Tel Aviv, Israel, 20 June 2011 in his single performance in Israel.  ANSA/ABIR SUTAN

Un gesto che conferma la particolarissima personalità del musicista

“Altri impegni”: Bob Dylan non smentisce la sua fama eccentrica e dunque non sarà presente alla cerimonia di consegna del premio Nobel che si terrà a Stoccolma il prossimo 10 dicembre.

L’Accademia spiega di aver ricevuto una lettera dal musicista: “Avrebbe voluto ricevere il premio di persona ma altri impegni rendono la cosa sfortunatamente impossibile. Dylan ha voluto sottolineare – spiega un comunicato dell’Accademia stessa – di sentirsi estremamente onorato per questo premio Nobel”.

E si conclude così – abbastanza in linea con la scontrosità del personaggio – la telenovela Dylan-Nobel che fin dall’inizio, dopo l’assegnazione del prestigioso premio, aveva visto un Dylan completamente indifferente, all’inizio silenzioso – Il giorno stesso dell’annuncio della prestigiosa onorificenza, il 13 ottobre, Dylan tenne un concerto a Las Vegas durante il quale non ne fece il minimo cenno – e solo dopo molti giorni piuttosto laconico, “sono sorpreso e onorato”.

Un atteggiamento – quello del grande musicista-poeta – che gli aveva attirato critiche molto dure da parte degli ambienti del Premio e che in ogni caso aveva suscitato anche perplessità presso chi lo ammira.

Ma Bob Dylan è fatto così. Il suo non è un rifiuto “politico” – alla Jean Paul Sartre – ma proprio una scelta legata alla sua imprevedibilità: anche se stavolta abbastanza prevedibile.

Dylan è da sempre noto per i modi schivi, fin dalle leggendarie conferenze stampa degli anni giovanili, dal confronto traumatico con i fan quando, nel 1965, passò dall’austera etica del folk al rythm’n’blues elettrico. Fino ai suoi rapporti spesso difficili con la critica: basti leggere i testi cattivi e vendicativi di canzoni dirette “ad personam”, come ‘Like a Rolling Stone’, ‘Positively 4th Street’ o, più tardi, ‘Idiot Wind’.

 

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