Hillary Clinton: “Non so se l’America è pronta per una donna presidente”

Usa2016
epa04924622 Democratic presidential candidate and former Secretary of State Hillary Clinton waves as she walks on stage to speak to people gathered at a 'Women for Hillary' grassroots organizing meeting at the University of Wisconsin Milwaukee in Milwaukee, Wisconsin, USA, 10 September 2015. Clinton spoke for about 45 minutes before greeting the crowd of supporters, students and alumni.  EPA/TANNEN MAURY

In vista dei caucus di sabato in Nevada la candidata democratica parla del ruolo delle donne in politica e incassa il sostegno delle prostitute

In una lunga intervista rilasciata a Vogue, la candidata alle primarie democratiche, Hillary Clinton, ha parlato della sua campagna elettorale, della sua vita come donna nelle stanze del potere e di come volesse, da piccola, diventare un’astronauta. E non nasconde la sua frustrazione di essere una donna impegnata in politica.

Alla domanda se il recente fallimento della candidatura di una donna per diventare sindaco di New York, Christine Quinn, dimostri che il Paese non è ancora pronto per un presidente donna, ha risposto sospirando: “Davvero non lo so. Le cose stanno migliorando, ma credo ci siano ancora delle preoccupazioni nelle persone, di cui spesso non sono nemmeno consapevoli, o che non sono in grado di esprimere. Le persone, continua la Clinton, sono molto convinte di voler votare per la persona giusta. E poi, sai, vedi piccoli indizi che forse non sono così a loro agio con una donna in una posizione di comando. Soprattutto in un contesto grande e disordinato come New York City o gli Stati Uniti”.

Parlando del passato, la Clinton ha detto di essere una candidata migliore di quando fu sconfitta da Barack Obama, nel 2008. “Penso veramente di esserlo, forse ha a che fare con l’essere molto a mio agio con quello che sto facendo e dei motivi per cui lo sto facendo” ha detto a Vogue.

Hillary Clinton è testa a testa con Bernie Sanders nei sondaggi in Nevada, dove ha 0,5 punti percentuali di vantaggio, secondo la media di Real Clear Politics, in vista dei caucus di sabato e intanto, proprio in questo stato, ha incassato il sostegno delle”Hookers 4 Hillary“.

Si chiama così l’associazione che riunisce circa 500 prostitute che hanno deciso di sostenere, e finanziarie, la campagna della Clinton: “Molte persone pensano che noi siamo solo prostitute e l’unica cosa che sappiamo fare è il sesso e non capiamo nulla di politica, ma questo non è vero”, ha affermato in un’intervista a Politico Entice Love che lavora al Moonlite Bunny Ranch, uno dei famosi “bordelli” legali del Nevada. “Quando scelgo un candidato politico lo faccio sulla base dell’impatto che la sua agenda potrà avere sulla mia vita personale – ha aggiunto Love – Clinton ha fatto e fa molte cose buone per la comunità, per noi, per tutto il mondo, punto e basta”. In particolare, in un’intervista al Guardian, la 26nne ha apprezzato l’impegno dell’ex segretario di Stato contro la violenza domestica: “Sono stata in una relazione per molto tempo, e sono stata fatta cadere dalle scale, ho avuto costole rotte, occhi neri”.

Anche Dennis Hof, il proprietario di sette ‘bordelli’ legali del Nevada, reso celebre dalla serie “Cathouse” che racconta le storie del Moonlite Bunny Ranch, spiega che il sostegno per Clinton è dovuto non solo al fatto che “si vuole una donna alla Casa Bianca“, ma anche per il suo impegno a difendere l’Obamacare. “Prima della riforma sanitaria, queste ragazze non potevo permettersi l’assistenza medica per sé e la propria famiglia”, ha affermato spiegando che nonostante il suo business sia legale le assicurazioni lo collegano alla prostituzione illegale e quindi non gli permettono di stipulare i contratti come datore di lavoro.

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