La penosa scusa di Di Maio: “Non ho capito la mail”. Grillo-Raggi, l’incontro della verità

M5S
il vicepresidente alla Camera Luigi Di Maio alla  presentazione a Napoli dei candidati del Movimento 5 stelle alle prossime elezioni amministrative per il Comune di Napoli, 27 aprile 2016.
ANSA / CIRO FUSCO

Oggi è previsto l’arrivo nella Capitale del fondatore del movimento Beppe Grillo

La bufera colpisce in piena faccia Luigi Di Maio, anche perché il resto dei dirigenti del direttorio lo accusano di aver saputo dell’indagine sulla assessore Paola Muraro. Sulla Stampa si è giustificato dicendo: “Scusate, ho letto quella mail ma ho capito male”. E accenna a una reazione dando appuntamento ai militanti stasera a Nettuno: “Io voglio dire alcune cose. Non ai media, ma ai cittadini, alla comunità del Movimento 5 Stelle, a tutti coloro che credono in questo Paese. Ci sono tante persone che, in questa accozzaglia di inciuci, gossip e scorrettezze non ci stanno capendo più nulla e vogliono risposte. Il sistema dei partiti e dell’informazione legata ad essi ha montato un caso incredibile che tocca a noi smontare in un minuto. E oggi lo sta montando anche su di me”.

Un cataclisma a tutti gli effetti. Dopo la riunione fiume del Direttorio M5S di stanotte viene usato il pugno duro e, con l’avallo di Beppe Grillo che oggi è atteso nella Capitale, viene chiesto al sindaco Virginia Raggi  di assumere una posizione intransigente: dimissioni del vicecapo di gabinetto Raffaele Marra, del capo della segreteria politica Salvatore Romeo e dei due assessori Paola Muraro e Raffaele De Dominicis.

Grillo dovrebbe arrivare a breve, intorno alle 13. A quanto si apprende Grillo dovrebbe incontrare sia i componenti del Direttorio, quelli del cosiddetto minidirettorio romano e infine la sindaca di Roma. Incontro, quest’ultimo, avallato dallo stesso primo cittadino che stamane, entrando in Campidoglio, ha così risposto ai giornalisti: “Se oggi incontrerò Grillo? È possibile”. Quanto al luogo dell’incontro, albergo, ristorante o abitazione privata, fino ad ora bocche cucite. Si punterebbe, insomma, ad un incontro blindato per la stampa, secondo quanto viene riferito, dato il momento delicato che sta vivendo il Movimento.

Ieri in una giornata che ha rasentato lo psicodramma, la Raggi,è stata protagonista di una serie di incontri in Campidoglio e avrebbe mostrato apertura su Marra e Romeo mentre avrebbe rispedito al mittente l’ordine di sacrificare i due assessori.

La crisi profonda che sta investendo il M5S è stata plasticamente rappresentata dalla buca” mediatica che Luigi Di Maio ha dato al nuovo programma di Semprini su Rai3 (a lui è dedicato un hashtag ad hoc coniato dal conduttore della trasmissione #DiMaiononrisponde). E in effetti anche per lui, uomo forte dei Cinquestelle, le cose si complicano. E parecchio.

Il Messaggero ha publiccato la mail che Paola Taverna scrisse a Luigi Di Maio lo scorso 5 agosto. Il documento rivela che anche il vice presidente della Camera era conoscenza della posizione dell’assessore Muraro.

Insomma la menzogna della Muraro, della Raggi, il silenzio del mini Direttorio romano, arriverebbe ai più alti vertici del movimento. Ora viene da chiedersi quanto “Raggi la valanga” possa danneggiare il movimento che l’ha posta sullo scranno più alto del Campidoglio.

Per il momento il sindaco  non avrebbe intenzione di revocare il mandato a Paola Muraro e Raffaele De Dominicis facendo capire di non voler cambiare la linea già indicata ieri: quella cioè di aspettare le carte.

Intanto la rabbia di militanti e attivisti è esplosa sul web: molti lamentano di essere stati traditi. Ma naturalmente non sono i soli. Una pioggia di critiche arriva all’unisono dalle altre forze politiche e anche Matteo Renzi parla di “scene indecorose” dicendosi “dispiaciuto” per la sorte che tocca alla Capitale. Aggiunge Renzi che non crede che il Movimento sia “finito” ma avverte “basta con la doppia morale”.

Così mentre Di Battista annuncia via Fb che “ci sono problemi a Roma ed è  meglio tornare” dando un arrivederci a Ischia e al suo tour, Roberto Fico tenta di spiegare che la vicenda non si chiude oggi: “la riunione non è finita: è solo sospesa e potrà continuare anche domani. E’ una riunione in fieri”.

Chi invece non ha dubbi su quali siano le decisioni da prendere è Federico Pizzarotti. Il sindaco di Parma da tempo in rotta con il vertice pentastellato chiede che ora sia applicato  lo stesso metodo che ha portato alla sua sospensione: “Il direttorio si è dimostrato inadeguato. E’ il momento di tornare coi piedi per terra. Non si dimostra di essere meglio degli altri dicendo, ma facendo meglio degli altri” ha detto a Omnibus. “Il direttorio non ha una durata, non ha delle regole di ingaggio, non ha degli obiettivi. Dovrebbe dimettersi”. Su Virginia Raggi il sindaco di Parma ha detto “l’ho conosciuta quando era consigliera a Roma, ho cercato di contattarla in campagna elettorale, per cercare di evitarle delle brutte figure, perchè essendo così lontana da Parma non può sapere tutto”.

 

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