Dall’Alabama alla Florida, la guida stato per stato alle presidenziali Usa 2016

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Dall’Alabama alla Florida, ecco cosa potrebbe succedere nel gran finale della campagna elettorale Usa

Ogni sabato 10 stati. Ogni sabato un’analisi, stato per stato, del campo di battaglia su cui Hillary Clinton e Donald Trump si confronteranno il prossimo 8 novembre. La presentazione della guida alle presidenziali Usa 2016 la trovate qui. Di seguito, invece, trovate la prima puntata, con i primi dieci stati.

1. Alabama.
alabama_in_united_statesAltro che “swing state”, come gli americani chiamano gli Stati “in bilico”. L’Alabama è uno degli Stati più repubblicani dell’America. Porta nove grandi elettori al vincitore. Romney nel 2012 vinse ottenendo oltre il 60% dei voti, con Obama incapace di superare il 38,3%.
Lo stesso candidato repubblicano sconfitto nel 2008, McCain, in elezioni tutt’altro che trionfali, aveva superato il 60%.
In pratica, è passata più di una generazione senza che questo stato abbia mai cambiato colore: l’ultimo democratico a vincere fu Jimmy Carter nel 1976.
L’Alabama è tra i 9 Stati per cui ancora non sono stati svolti sondaggi affidabili (gli altri sono il District of Columbia, Hawaii, Montana, Nebraska, North Dakota, Rhode Island, South Dakota, Wyoming) ma nulla lascia pensare che Hillary Clinton possa vincere nello stato che ha come motto “Audemus jura nostra defendere”

2. Alaska.
alaskaConquistato da McCain nel 2008 con il 59,4% dei voti, e da Romney col 54,8% con Obama distanziato di 14 punti percentuali, sembra indirizzato anche questa volta verso il candidato repubblicano anche se secondo i sondaggi il margine a favore di Trump non è di quelli più rassicuranti (soltanto 5%, 49-44).
In palio, l’Alaska assegna soltanto tre grandi elettori (erano 4 sino alle ultime presidenziali).
La serie storica darebbe poche o nessuna speranza alla Clinton. Perfino suo marito. capace di sottrarre tanti stati ai repubblicani, era stato sonoramente sconfitto qui sia da Bush padre che da Bob Dole.
L’Alaska è diventata una delle cinquanta stelle nel 1960; l’unico democratico a vincere nello stato del ghiaccio, da allora ad oggi, fu Lyndon Johnson nel 1964.

3. Arizona.
arizonaDal freddo dell’Alaska al caldo dell’Arizona, ma l’esito sembra molto più incerto: una media dei sondaggi dà Trump e Hillary esattamente alla pari, con il 41% a testa.
E’ l’ultimo degli Stati ad essere diventato parte degli Stati Uniti con eccezione dei due non contigui, Hawaii ed Alaska: diventò a stelle e strisce nel 1912, solo a seguito della guerra messicano-statunitense. Più recentemente, nel 2000 – quando internet non era ancora un fenomeno così di massa – è stato il primo Stato ad ammettere primarie con un voto tenuto esclusivamente via internet. L’affluenza fu il doppio di ogni elezione precedente, e il titolo immortale fu “Arizonans vote in their pajamas”).
Fu una partita facile per Romney nel 2012, con oltre 10 punti percentuali su Obama. Bill Clinton vinse nel 1996, distaccando Dole di circa 3 punti percentuali ma a parte lui tutti i repubblicani da Truman in poi hanno sempre battuto il rivale democratico. Grazie al voto latino ostile allo xenofobo Trump, sua moglie potrebbe ripetere l’impresa. Sarebbe una vittoria chiave.

4. Arkansas.
arkansas“Strongly republican” anche questo secondo tutte le previsioni. Dopo la doppia vittoria (1992 e 1996) di Clinton nello “Stato di casa”, del resto i repubblicani hanno sempre prevalso. Disfatta anche Obama anche nel 2012, staccato di 24 punti percentuali: Trump secondo i sondaggi è avanti di quasi 15, un margine di tutta sicurezza. Sei quindi i grandi elettori dell’Arkansas già in tasca. Da notare che il cambiamento etnico qui avanza più lento ma si farà sentire tra qualche decennio: oggi il 77% della popolazione è caucasico, ma nell’ultimo censimento del 2011, il 40% dei nuovi nati (tra 0 e 1 anno) era di una minoranza etnica.

5. California.
californiaDopo tanti stati “rossi”, ecco uno stato “blu”. Cinquantacinque i grandi elettori in palio al vincitore di quello che è lo stato americano più popoloso: oltre 39 milioni di abitanti rilevati nel censimento 2015. Dal 1968 al 1988 hanno vinto i repubblicani, ma dalle elezioni successive la California è sempre stata fortemente democratica. Obama superò di 21 punti percentuali Romney, addirittura 24 secondo i sondaggi il vantaggio della Clinton. In ogni caso, è uno Stato non contenibile e nessuno dei due candidati verserà troppe risorse in spot e iniziative locali. Del resto, in America si dice che un repubblicano che riuscirà a vincere nuovamente la California (o un democratico che conquisterà il Texas) potrà preparare i bagagli per la Casa Bianca senza nemmeno guardare gli altri sondaggi.
La California è storicamente liberal: tra l’altro è stato il primo stato ad assicurare equiparazione legale degli effetti del matrimonio alle unioni tra partner dello stesso sesso con il “Domestic Partnership Act” del 1999, e tra i vari referendum che si terranno a novembre di quest’anno, gli elettori californiani dovranno decidere anche se legalizzare l’uso della marijuana.

6. Colorado.
coloradoEccoci al primo vero “swing state”. Probabilmente, la situazione rimarrà incerta sino al momento del voto. Impossibile prevedere a chi andranno i 9 grandi elettori dello stato famoso tra l’altro per la città di Denver: secondo la media dei sondaggi sinora svolti, la Clinton precede di 5 punti Trump, ma tanti motivi (tra i quali l’andamento storico: ha vinto Obama 2008 e 2012, ma prima di lui solo Clinton nel 1992 è riuscito nell’impresa in epoca recente) non lasciano tranquilla la candidata repubblicana.
Qui ha aperto il primo negozio in cui comprare legalmente marijuana per scopi non medici il 1 gennaio 2014: può significare poco ma è un segnale di un territorio molto cambiato nei decenni. Sempre in Colorado, hanno sede numerose sedi di istituzioni ed accademie federali, tra le quali il Norad che sovrintende alla sicurezza aerea e la stessa United State Air Force Academy.

7. Connecticut.
connecticutSette i grandi elettori del Connecticut, cento o quasi (per cento, ovviamente) le probabilità della Clinton di vincere. Obama vinse quattro anni fa con 18% di vantaggio, ed i sondaggi di settembre segnano vantaggi analoghi o più ampi anche per la Clinton. In ogni caso, siamo ben oltre il margine di errore dei sondaggi; curiosamente, anche questo stato blu, come la California, ha una tradizione democratica solo recente, dal 1992. In precedenza, era stato conquistato per oltre cinque elezioni consecutive dai repubblicani. Diventato lo Stato in cui si è svolta una delle peggiori mass shooting della storia americana quando Adam Lanza uccise 26 persone nella Sandy Hook Elementary School di Newport, è anche lo Stato in cui hanno sede e stabilimenti produttivi numerose industrie di armamenti. Nell’aprile 2012 è stata abolita la pena capitale per tutti i crimini commessi dopo quella data.

8. Delaware.
delawareSolo tre i grandi elettori di questo piccolo stato atlantico, situato tra Pennsylvania, Maryland e New Jersey. Blu, anzi blu scuro! Una quindicina i punti percentuali di vantaggio per la Clinton. Romney perse per 18. Comunque, nessuna speranza per Trump. L’ultimo repubblicano a fare breccia in questa enclave democratica fu Bush senior nel 1988. Primo Stato a ratificare la Costituzione repubblicana a dicembre 1787, è diventato in epoca modernissima un paradiso fiscale, tanto che vi hanno sede il 64% delle aziende americane della Fortune 500.

9. District of Columbia.
300px-usa_district_of_columbiaL’espressione “maggioranza bulgara”, demodé anche in Italia in un’epoca in cui ogni città e ogni regione è ormai contendibile, si adatta benissimo a questo Distretto in cui si trova la capitale, Washington. Obama vinse con il 91,4% dei voti. Non sono ancora stati effettuati sondaggi per le presidenziali 2016, ma non c’è alcun dubbio su chi indicheranno come vincitore, anzi vincitrice. Serve aggiungere altro? Beh, i suoi residenti hanno sempre votato democratico, ma non è certo una sorpresa

 

10. Florida.
floridaFlorida e presidenziali. A cosa pensiamo? Ovvio, a Bush jr. vs. Al Gore, a quella notte infinita, con Fox News che a sorpresa assegna lo stato ai repubblicani, ai voti contestati, alla Corte Suprema che 5 voti a 4 impedisce il riconteggio e, di fatto, porta Bush alla Casa Bianca. Era il 2000. Da allora è cambiato poco. E’, insieme all’Ohio, lo swing state per eccellenza. I suoi 29 grandi elettori lo rendono uno snodo cruciale nel bivio che porta alla Casa Bianca o alla sconfitta. Secondo la media dei sondaggi, Trump è in testa di 1 punto percentuale. C’è da scommettere che anche questa volta la differenza la faranno poche migliaia di voti. Obama vinse nel 2012 con 0,9% di vantaggio su Romney. E’ meta di milioni di americani in pensione, ed è difficile dare loro torto visto che – uragani a parte – il clima è sempre caldo, e le giornate passano tra una partita a golf e un drink in spiaggia. A patto di avere una pensione adeguata, ovviamente.

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