Dal New Jersey al Rhode Island, la guida stato per stato alle presidenziali Usa 2016

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Ecco cosa potrebbe accadere nel gran finale della campagna elettorale Usa

Ogni sabato 10 stati. Ogni sabato un’analisi, stato per stato, del campo di battaglia su cui Hillary Clinton e Donald Trump si confronteranno il prossimo 8 novembre:

La presentazione della guida alle presidenziali Usa 2016 la trovate qui.

La prima parte, dall’Alabama alla Florida, la trovate qui.

La seconda parte, dalla Georgia al Maine, la trovate qui.

La terza parte, dal Maryland al New Hampshire, la trovate qui.

Di seguito, invece, la quarta parte:

31. New Jersey.
2000px-new_jersey_in_united_statesA due passi da New York, tanto da ospitare l’aeroporto di Newark, è uno stato densamente popolato. Quattordici i grandi elettori, grazie ai suoi quasi 9 milioni di abitanti, decisamente nel carniere democratico. L’ultimo repubblicano a vincere in NJ fu Bush padre nel 1988; da allora solo sconfitte. Il più “vicino” a vincere fu Bush figlio, con un distacco di 6,5% da Kerry. I sondaggi indicano che la Clinton avrà tra 10 e 20 punti percentuali di vantaggio.

32. New Mexico.
2000px-new_mexico_in_united_statesSwing state nel 2000 (poche centinaia di voti separarono Al Gore da W Bush) e nel 2004, con Obama è diventato uno Stato blu. Per effetto di un Donald Trump popolare tra i latinos poco meno della dengue, il distacco previsto in favore di Hillary Clinton è superiore ai 10 punti percentuali, tanto da lasciare i democratici molto tranquilli sui 5 grandi elettori in palio. Tra tutti gli stati americani, il New Mexico è quello con la più alta percentuale di ispanici, davanti anche a California e Texas. Considerando anche la nuova ondata migratoria dall’America Latina, e le politiche repubblicane anti-messicani, è uno Stato destinato a diventare sempre più democratico.

33. New York.
2000px-new_york_in_united_statesBen ventinove i grandi elettori assegnati al vincitore; in leggero calo (erano 33 nel 2000) ma comunque una fetta importante, superiore al 10% del totale di quelli che servono per andare – o restare – alla Casa Bianca. Una vecchia battuta repubblicana definiva New York lo Stato comunista più occidentale. E’ solo una battuta ovviamente ma è uno Stato estremamente liberal, a partire proprio dalla sua città più conosciuta, New York City. E’ quasi un derby perché Trump è newyorkese doc, e Clinton è stata eletta Senatrice qui. Nessun dubbio su chi prevarrà: sarà Hillary con quasi 25 punti percentuali di vantaggio. E’ uno Stato simbolo non solo perché vi hanno sede le Nazioni Unite ed è una specie di “capitale del mondo” ma anche perché è uno Stato con una diffusa voglia di partecipazione: negli Stati Uniti le donazioni ai partiti politici sono divisi per codici postali, e quattro delle cinque aree più generose nel contribuire alla vita politica sono a Manhattan.

34. North Carolina.
2000px-north_carolina_in_united_statesE’ uno degli Stati in bilico, di quelli con i riflettori accesi la notte del voto, ed assegna ben 15 Grandi elettori. Romney vinse per oltre due punti percentuali contro Obama, che invece prevalse quattro anni prima per 0,4% su McCain. I sondaggi più recenti vedono in leggero vantaggio Hillary Clinton: vedremo se l’ultimo aspro dibattito elettorale o le ultime due settimane di voto saranno sufficienti a Trump per la rimonta. Lo stretto e ripido percorso del candidato repubblicano per arrivare alla Casa Bianca prevede necessariamente la vittoria qui.

35. North Dakota.
2000px-north_dakota_in_united_statesConfina con le province canadesi dello Saskatchewan e del Manitoba, è quasi un continuum con quelle regioni di grano e allevamenti ed è uno stato saldamente conservatore. Solo tre i grandi elettori (è poco popolato, così come le due citate province canadesi ed il confinante Montana) ma sostanzialmente già attribuibili ai repubblicani. Di oltre 10 percentuali il vantaggio che i sondaggi danno a Trump (Romney distaccò del 20% Obama).

36. Ohio.
2000px-ohio_in_united_statesEccolo: il centro delle elezioni americane, lo swing state per eccellenza in cui si sono concentrano ogni quattro anni la maggior parte degli spot televisivi e radiofonici, delle visite e dei comizi, degli articoli dei giornali. Il “Buckeye State”, dall’albero tipico di questo territorio, il castagno, è lo stato chiave delle elezioni: dal 1944 in poi (quando Roosevelt venne eletto pur perdendo dello 0,4% in questo stato) nessun candidato è arrivato alla Casa Bianca senza vincere qui. Molti i grandi elettori in palio, diciotto. Attualmente, i sondaggi danno vincente la Clinton con un solo punto percentuale di vantaggio: nulla di nuovo sotto il sole dell’Ohio, sarà un “too close to call” e bisognerà aspettare lo scrutinio delle ultime schede.

37. Oklahoma.
2000px-oklahoma_in_united_statesSette i grandi elettori per il vincitore in questo Stato. Qui sono emozionanti le sfide NBA con gli Oklahoma City Thunder, molto meno quelle elettorali, visto che ancora una volta la vittoria repubblica sarà netta e scontata: Trump vincerà, secondo le previsioni, con un vantaggio di 15 punti percentuali su Hillary. In Oklahoma il più grande “successo” recente dei democratici è stata la sconfitta di Bill Clinton con un passivo ad una anziché a due cifre.

38. Oregon.
2000px-oregon_in_united_statesE’ un altro Stato lungo la costa, e come quasi tutti gli Stati bagnati dall’Oceano, Atlantico o Pacifico che sia, è democratico. I grandi elettori per il vincitore sono sette; di una decina secondo le rilevazioni sono i punti percentuali di vantaggio per la Clinton che qui dorme sonni tranquilli. Qui si trova ogni specie di animale politico, dall’estrema sinistra all’estrema destra, ma i democratici sono attualmente la specie più numerosa.

39. Pennsylvania.
2000px-pennsylvania_in_united_statesBen venti i grandi elettori per il vincitore di questo stato: a meno di sorprese clamorose, che potrebbero essere spia di un’inaspettata vittoria elettorale repubblicana, sarà la Clinton. I sondaggi danno sei punti di distacco tra i due candidati, e sembra davvero difficile che a Filadelfia e dintorni abbiano reali chance di prevalere. Come detto per la North Carolina, le speranze di 270 Grandi Elettori per Trump passano però dalla vittoria anche in questo Stato.

40. Rhode Island.
rhode_island_in_united_states_zoomYaaaawn, si vota? Ok, il momento elettorale è sempre emozionante ma qui – perfino più che in altri stati blu e rossi – l’unico dubbio è se il candidato democratico (che si aggiudicherà 4 grandi elettori) vincerà con venti o trenta punti di distacco. Del resto, è uno tra gli stati più “europei”, con un’altissima presenza di italiani, irlandesi, francesi (compresi i franco-canadesi) ed inglesi.

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