Dal Maryland al New Hampshire, la guida stato per stato alle presidenziali Usa 2016

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Ecco cosa potrebbe accadere nel gran finale della campagna elettorale Usa

Ogni sabato 10 stati. Ogni sabato un’analisi, stato per stato, del campo di battaglia su cui Hillary Clinton e Donald Trump si confronteranno il prossimo 8 novembre:

La presentazione della guida alle presidenziali Usa 2016 la trovate qui.

La prima parte, dall’Alabama alla Florida, la trovate qui.

La seconda parte, dalla Georgia al Maine, la trovate qui.

Di seguito, invece, la terza parte:

21. Maryland.
2000px-maryland_in_united_states_zoomIl Maryland porta in dote al vincitore ben 10 grandi elettori: è tra gli Stati più piccoli ma anche più popolosi, ed è quest’ultimo il dato che conta. E’ anche quello con il reddito più alto procapite. Uno Stato benestante e quando si vota per il Presidente saldamente democratico, vera e propria roccaforte blu (l’attuale Governatore è Repubblicano, ma questo avviene spesso negli Stati Uniti).
Gli ultimi sondaggi, effettuati dopo lo scandalo che sta travolgendo Trump e dopo il secondo dibattito televisivo, sono impietosi: la Clinton è data al 61% con Trump fermo al 26%. Del resto, dalla seconda guerra mondiale in poi, le sole tre volte che un democratico non ha vinto in Maryland, quel candidato non ha raggiunto nemmeno 100 grandi elettori.

22. Massachusetts.
2000px-massachusetts_in_united_states_zoom-svgUndici i grandi elettori per il vincitore di questo stato. E si veda alla voce Maryland per quanto riguarda il blu scuro che lo caratterizza. Sono 25 i punti percentuali che i sondaggi attribuiscono ad Hillary Clinton. L’unica volta negli ultimi 80 anni che un repubblicano ha vinto qui fu con Ronald Reagan nel 1984. E’ tra gli Stati che spesso ha anticipato le grandi rivoluzioni sociali, dalla decisione del 2003 della Corte Suprema del Massachusetts di permettere il matrimonio tra persone dello stesso sesso, a una legge del 2006, effettiva nel 2007, che sostanzialmente assicurava a tutti i cittadini un’assicurazione sanitaria, sino alla depenalizzazione per il possesso di marijuana nel 2008, e a un referendum (approvato) nel 2012 per legalizzarne l’uso medico. Ora gli elettori del Massachusetts potrebbero dare un nuovo impulso ai diritti negli Stati Uniti (animali, stavolta): voteranno sull’abolizione della gabbie di gestazione per i maiali, le gabbie troppo piccole per i polli e le casse di isolamento per i vitelli. Lecito pensare se vinceranno i sì che sia solo il primo passo verso un provvedimento che riguardi tutti gli Stati Uniti.

23. Michigan.
michigan_in_united_statesDalla costa est ci si sposta verso la regione dei grandi laghi, ma i 16 grandi elettori sembrano comunque quasi sicuramente democratici, in questo Stato verdissimo, ricco di foreste e di … tedeschi (oltre un abitante del Michigan su cinque ha origini germaniche). La corsa elettorale vede la Clinton avanti del 12%, quindi in discesa per la candidata democratica. Obama vinse con 26 punti di distacco nel 2008 e “soli” 10’ nel 2012, ma erano anni in cui le grandi difficoltà per il mondo delle quattro ruote si facevano sentire acutamente, e Detroit ne è per eccezione la capitale americana.

24. Minnesota.
2000px-minnesota_in_united_statesDieci i grandi elettori per il vincitore, ed è il primo degli Stati di questa puntata in cui ancora non c’è certezza su chi sarà a conquistarli. E’ un altro Stato … tedesco con quasi il 40% dei cittadini di origini germaniche, e una presenza molto ridotta di afro-american, poco superiore al 5%. L’affluenza è a livelli italiani e persino superiori: nel 2012 votò poco meno dell’80% dei cittadini. I sondaggi danno la Clinton avanti di 6 punti percentuali. Potrebbe quindi essere tra gli Stati al centro dell’attenzione nella notte del voto. Obama nel 2012 vinse con il 7% di vantaggio rispetto a Romney.
E’ uno Stato che dà sempre poche certezze considerata una certa stravaganza degli elettori, che nel 1999 elessero come loro Governatore Jesse Ventura, noto per le prodezze sul ring del wrestling ma con scarsa esperienza politica.

25. Mississipi.
2000px-mississippi_in_united_statesMississipi, ovvero Misi-Zibii: “grande fiume” nella lingua degli Algonquin. Grande fiume, ma piccolo stato da 6 grandi elettori (ovviamente solo uno dei tanti stati bagnati dalle sue acque). Piccolo stato di provata fede repubblicana. Dal 1980 in poi, sempre blu. Persino Bill Clinton, l’uomo del Sud, ha perso entrambe le elezioni qui.
Obama perse con 12 punti percentuali di distacco da Romney e 14 da McCain. I sondaggi danno Trump avanti di 2. Inutile dire che se perdesse anche il Mississippi significherebbe che la valanga democratica è stata travolgente.

26. Missouri.
2000px-missouri_in_united_statesChi vince in Missouri, vince le elezioni, si è detto a lungo in America. In realtà, questo è stato vero dal 1960 per quasi quaranta anni. Proprio Obama ha rotto l’incantesimo, diventando presidente nonostante una sconfitta di misura contro McCain nel 2008 e una ben superiore contro Romney nel 2012. Poche le chance in partenza anche nel 2016 per i Democratici: i 10 grandi elettori sembrano già nella tasca di Trump, avanti di 9% rispetto ad Hillary.

27. Montana.
2000px-montana_in_united_statesThe big ski country, Stato di grizzly, montagne, foreste e miniere, ed elettori repubblicani. E’ enorme, il più grande dopo Alaska, Texas e California, ma mezzo vuoto: il quarto per grandezza ma il 44° per popolazione, con appena un milione di abitanti. Soltanto tre quindi i grandi elettori che andranno al vincitore, che sarà Donald Trump. L’unico dubbio è se il distacco a favore del candidato repubblicano sarà a una o due cifre.

28. Nebraska.
2000px-nebraska_in_united_statesDal misero 29% di Clinton 1992 al 29% accredito alla Clinton nei sondaggi è tra gli Stati più repubblicani degli USA. Cinque i delegati in palio. Il cuore del Nebraska, Stato con una maggioranza cristiana schiacciante (90%), e non esattamente del cattolicesimo “liberal” diciamo, resterà rosso. E’ uno di quegli Stati rimasti rurali: la grande maggioranza dei centri abitati ha meno di 3.000 abitanti, e moltissimi di questi ne hanno meno di 1.000 E’ una caratteristica ormai rara. Si conoscono quasi tutti, quasi tutti voteranno Trump. Insieme al Maine, é l’unico dei 50 stati n cui non si applica il Winner Takes All, ma qui la maggioranza repubblicana é tale che farà poca differenza

29. Nevada.
2000px-nevada_in_united_statesSei i grandi elettori per lo stato di Las Vegas. Casinò e strip club, ma anche una grande forza repubblicana. E quindi…swing state! Qui vinse due volte W Bush, qui vinse due volte Clinton, qui vinse Obama. E’ considerato uno stato in bilico, ma tutti i sondaggi continuano ad indicare un vantaggio della candidata democratica, intorno al 3-4%. Certamente, il mondo del divertimento per adulti non vuole un presidente che lo limiti, e Trump pure essendo poco propenso al ruolo di censore (semmai più frequentatore che abolitore dei night club) è pur sempre il candidato dei repubblicani. Anche i lavoratori dei casinò saranno decisivi: sono tanti, sono quasi tutti democratici. Il Nevada nelle mappe elettorali è una grande macchia rossa con al centro un punto blu, quello di Las Vegas, che a livello di voti conta però quanto tutto il resto dello stato.

30. New Hampshire.
2000px-new_hampshire_in_united_statesQuattro i grandi elettori di questo piccolo stato del nord-est, l’unico a nord della Virginia il cui esito elettorale non appare scontato. Sono però sei i punti percentuali a favore della Clinton, che quindi ha un vantaggio abbastanza rassicurante. Obama vinse con questo stesso distacco nel 2012. Non è uno Stato democratico da decenni: W Bush vinse qui nel 2000, e i repubblicani hanno la maggioranza sia della House of Representative che del Senato.

 

 

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