Guida alle elezioni amministrative 2016

Amministrative
elezioni-comunali-2016a

Tra maggio e giugno oltre 1300 Comuni rinnoveranno le proprie amministrazioni. Si vota nelle 4 città più popolose d’Italia: Roma, Milano, Napoli e Torino

Domenica 5 giugno dalle 7 alle 23, i cittadini di 1.342 comuni saranno chiamati a rinnovare o eleggere per la prima volta il sindaco e i consigli comunali delle loro città. Sì perché saranno 27 i comuni istituiti nel 2016 dalla fusioni di comuni più piccoli, che per la prima volta eleggeranno il proprio sindaco. I capoluoghi di provincia in cui si rinnoverà l’amministrazione saranno 26, mentre i comuni superiori (con popolazione maggiore di 15.000) saranno 156. La data ancora non è certa, ma ci sono regioni, quelle a statuto speciale, che hanno già deciso il giorno in cui chiamare i cittadini al voto.

Quando si vota

Si vota domenica 5 giugno 2016, dalle ore 7.00 alle ore 23.00, si svolgeranno le operazioni di voto per l’elezione diretta dei sindaci e dei consigli comunali e per l’elezione dei consigli circoscrizionali nelle regioni a statuto ordinario. L’eventuale turno di ballottaggio si svolgerà domenica 19 giugno dalle ore 7.00 alle ore 23.00.

Lo scrutinio dei voti inizierà a partire dalle ore 23.00 di domenica 5 giugno, subito dopo la conclusione delle operazioni di voto e l’accertamento del numero dei votanti.

Come si vota

Elezioni nei comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti di regioni a statuto ordinario (scheda azzurra)

La scheda reca i nomi e i cognomi dei candidati alla carica di sindaco, scritti entro un apposito rettangolo, sotto il quale sono riportati i contrassegni della lista o delle liste con cui il candidato è collegato.
L’elettore, con la matita copiativa, potrà esprimere il proprio voto:

  • per un candidato a sindaco, tracciando un segno sul rettangolo recante il relativo nominativo, situato immediatamente prima dei contrassegni delle liste collegate, e sul contrassegno della lista o di una delle liste collegate al candidato sindaco; in questo caso il voto espresso è valido sia per il candidato alla carica di sindaco sia per la lista collegata prescelta;
  • per un candidato a sindaco, tracciando un segno sul rettangolo recante il relativo nominativo, e per una lista non collegata, tracciando un altro segno sul relativo contrassegno; il voto così espresso è attribuito sia al candidato alla carica di sindaco sia alla lista prescelta non collegata (c.d. “voto disgiunto”);
  • per un candidato a sindaco, tracciando un segno sul rettangolo recante il relativo nominativo, non segnando alcun contrassegno di lista; il voto così espresso è attribuito solo al candidato alla carica di sindaco;
  • per una delle liste tracciando un segno sul relativo contrassegno; il voto così espresso è valido sia per la lista votata sia per il candidato alla carica di sindaco ad essa collegato;
  • solo per candidati alla carica di consigliere comunale, scrivendone il nominativo (solo il cognome o, in caso di omonimia, il cognome e nome e, ove occorra, data e luogo di nascita) nelle righe stampate a fianco del contrassegno della lista di appartenenza dei candidati votati, anche senza segnare il contrassegno della lista stessa; in tal caso il voto è valido sia per i candidati consiglieri votati, sia per la lista cui essi appartengono, sia infine per il candidato alla carica di sindaco ad essa collegato, salvo che l’elettore non si sia avvalso della facoltà di esprimere un voto disgiunto.

E’ importante evidenziare che:
–    le preferenze devono essere manifestate, esclusivamente, per candidati compresi nella lista votata;
–    ogni elettore può manifestare non più di due voti di preferenza per candidati alla carica di consigliere comunale; nel caso di espressione di due preferenze, queste devono riguardare candidati di sesso diverso, a pena di annullamento della seconda preferenza.

Nei comuni con popolazione superiore ai 15.000 abitanti, qualora nessun candidato abbia conseguito la maggioranza assoluta dei voti validi, per l’elezione del sindaco si procede al turno di ballottaggio tra i due candidati più votati.

Le schede per il turno di ballottaggio riportano, prestampati in due distinti appositi rettangoli, i nomi dei due candidati che hanno riportato al primo turno il maggior numero di voti. Il voto si esprime tracciando, con la matita copiativa, un segno sul rettangolo entro il quale è scritto il nome del candidato che si intende votare.

I capoluoghi di provincia in cui si voterà in questa tornata:  Benevento, Bologna, Bolzano, Brindisi, Cagliari, Carbonia, Caserta, Cosenza, Crotone, Grosseto, Isernia, Latina, Milano, Napoli, Novara, Olbia, Pordenone, Ravenna, Rimini, Roma, Salerno, Savona, Torino, Trieste, Varese, Villacidro.

Bolzano

Iniziamo la nostra carrellata con Bolzano, dove i cittadini hanno già votato per rinnovare l’amministrazione comunale. E’ il candidato del Pd Renzo Caramaschi che al primo turno aveva raccolto il 22,32% dei consensi il nuovo sindaco del capoluogo altoatesino. Nel ballottaggio che lo vedeva opposto a Mario Tagnin candidato del centrodestra è riuscito a spuntarla con il 55,27 % dei voti. Resta ora da definire quali saranno gli equilibri in consiglio: se con i consiglieri della Sudtiroler Volkspartei e dei Verdi basterebbero per governare la città, a poter rendere difficile il lavoro del neosindaco è il veto posto dalla Svp al sostengo degli ambientalisti.

Roma

La Capitale dopo 3 anni torna al voto in seguito alla fine prematura dell‘esperienza Marino. La situazione politica nella Capitale non è semplice e molti sono i candidati: 7 quelli principali. Stando ai sondaggi è impossibile per chiunque vincere al primo turno, mentre i favoriti per l’eventuale ballottaggio sono Virginia Raggi per il M5s e Roberto Giachetti per il Pd. A destra sono 4 i candidati principali: Giorgia Meloni (FdI-Lega) e Alfio Marchini (Centrodestra), mentre per Sinistra Italiana il candidato al Campidoglio è Stefano Fassina, che dopo l’esclusione per vizio di forma nella presentazione delle liste a lui collegate è stato riammesso alla competizione elettorale dal Consiglio di Stato. Altri sono i nomi già scesi in campo o che hanno annunciato di essere disponibili a candidarsi tra cui: Mario Adinolfi per il Partito della famiglia, Simone Di Stefano per CasaPound, Alfredo Iorio, per Msi – Fiamma e Forza Nuova.

Milano

Nel capoluogo lombardo al momento sono 3 i candidati principali. Il centrosinistra candida Giuseppe Sala, manager di Expo, che ha vinto le primarie del 6 febbraio. Per il centrodestra il nome unitario è Stefano Parisi, già City manager ai tempi di Gabriele Albertini. Il M5s dopo aver bocciato la candidata scelta dalle primarie Patrizia Bedori, punta sul terzo classificato  Gianluca Corrado. Mentre la sinistra anti-Sala appoggia Basilio Rizzo, presidente del consiglio comunale, che ha presentato la lista Milano in comune di cui sarà il candidato sindaco. Da segnalare anche la candidatura del radicale Marco Cappato, mentre il leader di Italia Unica ha ritirato la sua candidatura appoggiando il candidato del centrodestra Stefano Parisi. La partita sembra essere tra Sala e Parisi entrambi dati dai sondaggi ben oltre il 30%.

Napoli

Nella città Partenopea i candidati principali in campo sono 4: il sindaco uscente e appoggiato da una coalizione di sinistra Luigi de Magistris, la candidata del Partito Democratico Valeria Valente, il grillino Matteo Brambilla e il candidato del centrodestra Gianni Lettieri, mentre il duo Salvini-Meloni puntano su Marcello Taglialatela. Anche a Napoli, secondo i sondaggi, nessuno dei candidati potrà prevalere al primo turno. A Napoli c’è stato un grosso problema con la presentazione delle liste, 13 su 48 sono state escluse dalla competizione elettorale e circa il 30% dei candidati alle Municipalità non saranno sulle schede elettorali. Questo potrebbe modificare gli equilibri e cambiare i risultati dell’elezione, almeno per quanto riguarda il primo turno.

Torino

Nella città della Mole la situazione non è semplicissima e sono 18 i candidati a sindaco. La coalizione che ha governato la città negli ultimi 5 anni si è spaccata e sarà rappresentata da due candidati: il sindaco uscente Piero Fassino per il Centrosinistra e Giorgio Airaudo per la Sinistra. Chiara Appendino sarà la candidata del Movimento 5 Stelle. Anche a Torino il Centrodestra corre diviso con Forza Italia e Ncd ad appoggiare Osvaldo Napoli, mentre Lega e Fd’I hanno garantito il loro appoggio al notaio Alberto Morano. La partita dovrebbe essere tra il sindaco uscente Piero Fassino e la candidata grillina Chiara Appendino, al momento staccata, ma che in caso di ballottaggio potrebbe ricevere il soccorso del centrodestra.

Novara

Il Centrosinistra a Novara candida il sindaco uscente Andrea Ballarè. Come in molte altre città anche a Novara il centrodestra non è riuscito a presentare un candidato unico. Forza Italia sostiene Daniele Andretta, mentre la Lega Nord e Fratelli d’Italia appoggiano Alessandro Canelli, anche se alcuni dissidenti di Forza Italia appoggiano il candidato leghista. Il M5S candida Cristina Macarro. Sulla scelta del Movimento ci sono state parecchie polemiche per via del fatto che la Macarro è madre di 5 figli, tra cui uno di pochi mesi. Una polemica simile alla dichiarazione di Guido Bertolaso a Giorgia Meloni, a cui la Macarro risponde per le rime: “Dire che deve fare la mamma e non il sindaco è stata un’espressione poco felice e poco intelligente. Penso, al contrario, che in quanto mamma una donna in politica possa portare un qualcosa in più, non foss’altro per la sua esperienza diretta con i problemi della quotidianità”.

Bologna

A Bologna sembra si vada verso la riconferma di Virginio Merola, sindaco Pd che da 5 anni guida la città. A sfidarlo saranno principalmente Lucia Bergonzoni, che in extremis ha ottenuto il beneplacito di Silvio Berlusconi, e Max Bugani candidato del M5s. La partita per un eventuale ballottaggio sembra tra loro tre, anche se ci sono buone possibilità che Merola riesca a vincere al primo turno. Sulla strada della vittoria al primo per Merola ci potrebbe essere Federico Martelloni, candidato della sinistra dato tra il 4 e il 7%. Anche a destra c’è un ulteriore candidato, quel Manes Bernardini che 5 anni fa era il candidato della Lega Nord e che oggi si presenta come civico.

Rimini

A Rimini la sfida dovrebbe essere a due, tra il sindaco uscente di Centrosinistra Andrea Gnassi e il candidato di Centrodestra Marzio Pecci, che dopo due mesi di corsa in solitaria con la Lega è riuscito a strappare l’appoggio di tutta la coalizione. I grandi assenti saranno i 5 stelle, che per una serie di polemiche non schiereranno candidati, anche se è in corso un ultimo tentativo di convincere Milano a dare il sì alla Lista del Movimento, anche se bisogna vedere quale delle due liste rivali. Comunque l’area del grillismo sarebbe coperta da Luigi Camporesi, ex uomo forte del grillismo a Rimini che ha lasciato  Movimento in maniera polemica da più di un anno. Naturalmente non mancano i candidati alternativi, 2 a Sinistra (Marani, Visentin)  e 2 a Destra (Mascioni, Ottaviani) e il candidato del popolo della famiglia Ada Di Campi.

Ravenna

A Ravenna la situazione è simile a quella di Rimini, anche se il sindaco uscente Fabrizio Matteucci non potrà candidarsi avendo già amministrato per due mandati. La sfida sarà tra Michele De Pascale per il Centrosinistra e Massimiliano Alberghini per il Centrodestra. Non ci sarà un candidato del M5s, ma ci sarà Michela Guerra che dopo non aver convinto i vertici del Movimento ha deciso di correre con la lista Movimento civico CambieRà. A sinistra del Pd si candida Raffaella Sutter, con la lista Ravenna in Comune, che raccoglie le varie anime di sinistra da Sel a Possibile, anche se in città il partito di Vendola si è diviso e alcuni degli esponenti della giunta comunale hanno deciso di appoggiare il candidato Pd Michele De Pascale candidandosi nella lista Sinistra per Ravenna.

Cagliari

Massimo Zedda, sindaco uscente del capoluogo sardo, è il candidato unitario del Centrosinistra. A sfidarlo per il Centrodestra ci sarà Piergiorgio Massidda, senatore di Forza Italia che ha scelto però di candidarsi con una lista civica. Altra sfidante sarà la grillina Antonietta Martinez, candidata grazie alla vittoria delle primarie con ben 150 voti. Anche nel capoluogo sardo favorito è il sindaco uscente Zedda che difficilmente però riuscirà a vincere al primo turno, anche se qualche speranza di evitare il ballottaggio c’è.

Olbia

Ad Olbia saranno 5 i contendenti che si sfideranno per la poltrona di sindaco. Il Centrosinistra candida Carlo Careddu che nel mese di marzo ha vinto le primarie. Per il Centrodestra si candida l’ex sindaco (1997-2007) Settimo Nizzi, che nel 2011 è stato battuto dal sindaco uscente Giovannelli. Il M5S schiera Maria Teresa Piccinnu, candidatura calata dall’alto e su cui i vertici del Movimento puntano molto. A completare il quadro Marco Balata per l’Altra Olbia e Vanni Sanna per l’Alleanza Civica e appoggiato da Fratelli d’Italia.

Carbonia

Sarà una battaglia a sei nella cittadina capoluogo del Sulcis. La maggioranza di centrosinistra che ha governato la città negli ultimi 5 anni si è divisa in tre: il Pd e Sel candidano il sindaco uscente Giuseppe Casti, sempre a sinistra si candida con due liste civiche l’ex sindaco Ugo Piano e l’ex consigliere Pd Francesco Cicilloni. A destra in extremis Daniela Garau ha ricevuto il sostegno di Forza Italia, mentre il M5s punta su Paola Massidda che nei giorni scorsi ha rifiutato l’invito del sindaco uscente a confrontarsi, insieme agli altri candidati, con lui in un dibattito pubblico. Sesto candidato è Andrea Corda per Unidos.

Trieste

Come per Cagliari anche a Trieste il Centrosinistra, da Sel all’Udc, è unito nel sostenere il sindaco uscente Roberto Cosolini, che dopo aver vinto le primarie contro il senatore Pd Francesco Russo, ha iniziato la sua campagna elettorale per la riconferma. Lo sfidante principale sarà Roberto Dipiazza che può contare sul sostegno di tutti i partiti di Centrodestra. La partita dovrebbe essere esclusivamente tra loro, infatti gli altri candidati in primis il grillino Paolo Menis sembrerebbero fuori dai giochi per la conquista della poltrona di sindaco di Trieste.

Pordenone

Nella città friulana la situazione è simile a quella di Milano, infatti Claudio Pedrotti, sindaco uscente di Centrosinistra, dopo un solo mandato ha deciso di non ricandidarsi. Il Pd candida Daniela Giust, mentre Sinistra Italiana candida l’ex Pd Sonia D’Aniello. Il Centrodestra unito candida Alessandro Ciriani che già da un anno ha annunciato la sua candidatura e da allora fa campagna elettorale. Il M5s candida Samuele Stefanoni. Altri candidati Francesco GiannelliRenzo MuzzinAndrea Cancian.

Salerno

Quando si parla di Salerno non si può non nominare l’attuale governatore della Campania e ultimo sindaco eletto Vincenzo De Luca. In corsa per succedergli ci sono Vincenzo Napoli divenuto sindaco da quando De Luca è stato eletto governatore e candidato per il Centrosinistra, e può contare anche sull’appoggio di Udc, Ncd e Scelta Civica. La Destra anche a Salerno, come in molti altri comuni corre divisa. Forza Italia appoggia Roberto Celano, che può contare anche sull’appoggio di Rivoluzione Cristiana di Rotondi e del nuovo Psi. Noi con Salvini versione del sud della Lega Nord e Fratelli d’Italia sostengono Antonio Iannone. Anche a Salerno ci sarà un candidato a sinistra del Pd e sarà Gianpaolo Lambiase che sarà appoggiato dalla lista “Salerno di Tutti” in cui saranno candidati dirigenti e militanti di Sel. A Salerno non ci sarà un candidato del Movimento 5 Stelle, dopo l’esclusione del candidato vincitore delle primarie Oreste Agosto. A raccogliere i delusi salernitani del M5s ci ha pensato Dante Santoro, che è stato escluso prima delle primarie dal Movimento, insieme a molti altri attivisti. Sarà lui il candidato su cui convergerà il voto di protesta grillino?

Benevento

La candidatura a sindaco di Benevento di Clemente Mastella per il Centrodestra è quella che ha fatto più notizia a livello nazionale. L’ex Guardasigilli ha ottenuto l’appoggio di Fi e Udc. Per il centrosinistra si ricandida il vice sindaco uscente Raffaele Del Vecchio (Pd) sostenuto da sei liste oltre quella del Partito Democratico. La partita dovrebbe essere tra questi due schieramenti, non sembra infatti poter ambire al ballottaggio la candidata del M5s Marianna Farese. Altri candidati Vittoria Principe (Sfidiamoli), Raffaele Tibaldi (Benevento Polo Civico), Gianfranco Ucci(#LaCittàdiTutti).

Caserta

Saranno 7 i candidati a sindaco di Caserta. Sarà Carlo Marino il candidato per il Centrosinistra, sostenuto da nove liste. Quattro invece le liste a sostegno al candidato di Fi e Fratelli d’Italia Riccardo Ventre. Sarà invece Enrico Trapassi il candidato della lista Noi con Salvini, che nella città della Reggia ha deciso di correre da sola. Altri candidati alla carica di sindaco sono: Enzo Bove, Luigi Cobianchi, Aniello Spirito e Gianfausto Iarrobino, ex presidente del Consiglio comunale di Centrodestra. Non ci sarà nessun rappresentante del M5s a Caserta come a Salerno, Rimini, Ravenna, Varese e Latina (tra i comuni capoluogo) e come in 1.117 sui 1.368 in cui si procederà a votare.

Brindisi

Partiamo dall’inizio, a Brindisi sono elezioni straordinarie, infatti si vota dopo l’arresto dell’ex sindaco Pd Mimmo Consales del febbraio scorso. I candidati principali sono 5: Nando Marino appoggiato da Pd, Udc e Ncd, per la sinistra il candidato sarà Riccardo Rossi, mentre è Angela Carluccio la candidata per il centro, e di molti dei sostenitori Pd di Consales. Per il Centrodestra il candidato sarà Nicola Massari, infine il candidato del Movimento 5 Stelle sarà Stefano Alparone. Quelle di Brindisi saranno elezioni molto aperte e dopo la fine prematura della precedente amministrazione si potrebbe andare in contro ad una campagna elettorale molto dure e ricca di colpi bassi.

Latina

La città Pontina da circa un anno è governata da un commissario prefettizio, dopo la sfiducia della maggioranza unitamente al Pd del sindaco di Centrodestra Giovanni Di Giorgi. Il candidato  del Centrosinistra sarà Enrico Forte, consigliere regionale PD nel Lazio, che ha vinto le primarie di coalizione dello scorso novembre. Anche a Latina si replica la situazione che vede la destra divisa in molti comuni con Lega e Fd’I che appoggia Nicola Calandrini e con  Forza Italia che appoggia Alessandro Calvi. Assente dai giochi il Movimento 5stelle che dopo molti scontri hanno deciso di non presentare candidati.

Isernia

Ben nove gli aspiranti alla carica di sindaco di Isernia. Nella cittadina molisana i principali schieramenti sono spaccati: per il Centrosinistra Rita Formichelli (Pd e Idv), Sara Ferri (Con una civica vicina a Sel e Prc) e Cosimo Tedeschi (Membro della segreteria regionale Pd e appoggiato da 6 liste). Anche il Centrodestra si presenta ai cittadini con 3 candidati: Gabriele Melogli (Fi e Noi con Salvini) Giacomo D’Apollonia (Fratelli d’Italia) e Stefano Testa (candidato civico). A rappresentare il M5s sarà Cosmo Bottiglieri. Completano la rosa dei candidati Lucio Pastore e Emilio Izzo.

Cosenza

A Cosenza saranno sei i candidati a sindaco. Per il Centrodestra il candidato sarà il sindaco uscente Mario Occhiuto sostenuto da ben 15 liste, mentre dopo la candidatura saltata negli ultimi giorni di Lucio Presta, sarà Carlo Guccione a rappresentare il Centrosinistra che sarà sostenuto da 8 liste. Altro candidato di Centrosinistra è Enzo Paolini leader del Pse e appoggiato tra gli altri da Ncd. Il M5s candida Gustavo Coscarelli, mentre gli altri 2 candidati sono i civici Valerio Formisani e Vincenzo Iaconianni.

Crotone

Sono nove i candidati a sindaco per le prossime elezioni amministrative al Comune di Crotone e 25 le liste ad essi collegate. Il Centrosinistra candida Rosanna Barbieri, mentre il Centrodestra, come in molte altre città si presenta diviso: Antonio Argentieri Piuma che si candida senza simboli di partiti, anche se è il candidato di Fi e Ottavio Tesoriere candidato di Noi con Salvini. Nonostante le polemiche a Crotone il M5s candida Ilario Sorgiovanni. Completano il lotto di candidati Pietro Infusino, Fabrizio Meo, Davide Pirillo e Ugo Pugliese che può contare sull’appoggio di 5 liste di centro.

Grosseto

Sono nove i candidati che si contenderanno al poltrona di sindaco di Grosseto. Il centrosinistra candida Lorenzo Mascagni, mentre sarà Antonfrancesco Vivarelli Colonna a rappresentare il Centrodestra unito. Il M5s candida Giacomo Gori, mentre 2 saranno i candidati a sinistra del Pd Marco Barzanti (Comunisti Italiani) e Massimo Ceciarini (Insieme a sinistra). Completano il quadro Massimo Felicioni, Stefano Carotta, Federico Trotta  e Carlo Vivarelli.

Savona

Sono 7 i candidati in corsa per succedere alla poltrona di sindaco a Federico Berruti (Pd). La candidata del Centrosinistra è Cristina Battaglia appoggiata da Pd, Udc, Savona Arancione, Anima Savona e Battaglia Sindaco. Il Centrodestra candida Ilaria Caprioglio appoggiata da Fratelli d’Italia, Ncd, Forza Italia e Lega Nord. Salvatore Diaspro è il candidato del M5s, mentre 2 saranno i candidati della Sinistra Giorgio Barisone per il Partito comunista dei lavoratori e Marco Ravera per Rete a Sinistra. Completano il quadro Giancarlo Frumento e Daniela Pongiglione.

Varese

Sono 6 i candidati sindaco a Varese, dove si voterà per sostituire Attilio Fontana, leghista alla guida di una Giunta di centrodestra, arrivato al termine del suo secondo mandato. Per il Centrosinistra il candidato è Davide Galimberti, sostenuto da Partito democratico, Progetto ConcittaDino, Varese 2.0, Cittadini per Varese e Lista Davide Galimberti. Sarà Paolo Orrigoni il candidato del Centrodestra sostenuto da Lega Nord, Forza Italia, Fratelli d’Italia, Movimento Libero, Varese Popolare, Popolo della Famiglia e Lista Orrigoni. La sinistra candida Flavio Pandolfo. Completano il quadro  Stefano Malerba, Francesco Marcello e Andrea Badoglio.

 

 

 

 

 

 

Vedi anche

Altri articoli