Guerra aperta allo smog, ma il Pm10 sale

Ambiente
inquinamento smog milano

Mercoledì è prevista la riunione straordinaria per coordinare tutti gli interventi antismog

Il cielo di Roma resta azzurro, fin troppo e le polveri sottili continuano a minacciare l’aria.  A Milano oggi è il secondo giorno di tre senz’auto. A Bergamo targhe alterne. A Firenze niente macchine nella ztl fino al 31. Tra blocco totale, targhe alterne e blocco preventivo, le strategie messe in campo dalle amministrazioni comunali sono diverse, ma l’allarme continua ad essere sempre lo stesso.

livelli di inquinamento dell’aria superano senza sosta i tetti consentiti dalla legge. Un’emergenza alimentata dalle inusuali condizioni meteorologiche di questo scorcio finale del 2015: temperature primaverili accompagnate da una sostanziale assenza di vento e precipitazioni. In sostanza, l’aria “cattiva” non si deposita e non viene spazzata via.

La strategia più dura è quella messa in campo dal comune di Milano: blocco totale della circolazione dalle 10 alle 16, fino a mercoledì. Poi, forse, arriva il maltempo e l’emergenza potrebbe attenuarsi. Palazzo Marino elogia il “senso civico” mostrato dai milanesi e fornisce i dati della prima giornata di stop: circa duecento pattuglie impegnate in 1500 controlli, per un totale di 300 contravvenzioni.

Intanto però i dati  forniti dall’Arpa non sono buoni. Blocchi e targhe alterne non sono stati finora sufficienti. Nella capitale ben 11 centraline di rilevamento su 13 hanno registrato il superamento del livello consentito di polveri sottili. Nella centralina di Milano Pascal il livello è salito da 57 microgrammi al metro cubo a 67, a Senato il livello è passato da 63 a 66 mentre è rimasto stabile a 60 a Verziere.

Per domani è prevista la riunione straordinaria per coordinare tutti gli interventi antismog dove seduti attorno al tavolo ci saranno presidenti di regione, sindaci di grandi centri urbani, governo e Protezione civile. L’obiettivo è trovare insieme una strategia su come aggredire le polveri sottili.

La riunione convocata domani dal ministro dell’Ambiente Galletti sarà utile, dicono gli amministratori locali, se servirà a decidere che cosa fare sia nell’emergenza sia nel medio periodo.

Stefano Bonaccini, nuovo coordinatore dei governatori delle Regioni italiane chiarisce la posizione di molti: “Non è il momento delle polemiche. Sappiamo bene che non c’è una bacchetta magica per far sparire lo smog dalle città. Ma dobbiamo decidere tutti insieme provvedimenti strutturali, non estemporanei”.

Intanto non si fermano le accuse politiche di Grillo e Salvini che attribuiscono al governo il boom in Italia di decessi provocati dall’inquinamento. Anche se i dati dello studio di rifermento sono stati manipolati. Anche se lo stesso Istat “invita alla cautela nelle analisi dei dati di mortalità” nel 2015.

 

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