Guerini: “Disponibili alle modifiche ma non si torna al punto zero”

Riforme

Lorenzo Guerini, vicesegretario del Pd: sul ddl di riforma costituzionale sono possibili cambiamenti a patto che non riportino al punto zero

Giornata calda sul fronte riforme. Sono 17 gli emendamenti presentati al ddl riforme costituzionali dalla minoranza Pd, tra cui figurano anche richieste di modifica all’articolo 2 sulla composizione ed elezione del Senato, e di modifica delle funzioni del futuro Senato e sull’elezione del presidente della Repubblica. Sono invece 31 gli emendamenti presentati da singoli senatori del Pd, non espressione della minoranza dem, che però non riguardano modifiche sostanziali dell’impostazione attuale del testo del ddl.

Sul tema sono intervenuti anche i vertici del Partito Democratico. “Noi riprenderemo la discussione in Senato da settembre. In quel contesto ci confronteremo. Siamo disponibili ad affrontare modifiche migliorative al testo con un elemento di chiarezza: che non riportino al punto zero il cammino fatto“. Lo ha detto il vicesegretario Pd Lorenzo Guerini nel corso della conferenza stampa di presentazione della Festa Nazionale dell’Unità di Milano parlando di riforme. “Siamo dentro una procedura di revisione costituzionale – spiega Guerini –  ma introdurre modifiche che riportino al punto zero non è possibile”.

Sullo stesso avviso anche l’altro vicesegretario del Pd, Debora Serracchiani: “Siamo impegnati su un cammino di riforme talmente importante che se le altre forze politiche vorranno discutere saremo sempre disponibili. Se vorranno, parteciperanno. Non e’ un patto del Nazareno ma un impegno a coinvolgere tutte le forze in Parlamento”.

Intanto un ulteriore suggerimento per il percorso delle riforme viene dato dal  presidente dei senatori del Pd Luigi Zanda. Nell’abituale lettera di saluto prima della pausa estiva alle senatrici e ai senatori del gruppo per il lavoro “impegnativo, per il ritmo quotidiano e la complessità delle questioni affrontate”  afferma: “Suggerisco a tutti noi di fare ogni sforzo possibile affinché i temi più spinosi vengano affrontati e risolti in commissione. Abbiamo capito che trattare direttamente in aula i nodi politicamente più delicati produce, fatalmente, disordine politico, confusione tra maggioranza e opposizione e, per di più, nessun risultato nel merito“. Zanda ricorda poi il calendario della ripresa dei lavori “denso di provvedimenti di estrema delicatezza” come “unioni civili, riforma costituzionale, legge di stabilità”, ed esorta i senatori di fare “tesoro dell’esperienza”. “Per migliorare ulteriormente la qualità e l’efficacia del nostro lavoro – scrive – è necessario mantenere un forte impegno di collegialità e una buona attività istruttoria delle nostre iniziative”.

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