Guccini: “È un bene che ci sia un confronto tra Anpi e Pd”

Referendum
Francesco Guccini interviene alla presentazione del libro 'L'ultimo veterinario di campagna' di Silvano Monti alla libreria Coop Ambasciatori di Bologna, 24 gennaio 2016. ANSA/GIORGIO BENVENUTI

Il cantautore: “Il fatto che si ritrovino ai lati opposti della barricata, sul fronte referendario, mi ha molto colpito. Non mi sono chiarissime le ragioni dell’Anpi”

Salirà sul palco, come in realtà ha già fatto, non per cantare ma per raccontarsi o per ascoltare le sue canzoni, cantate da altri, magari in spagnolo. Francesco Guccini lo farà perché glielo chiede la sua terra. Tre giorni interi per un grande e pubblico confronto sulla letteratura, sulla musica e sul cinema. Non per dire, ma anche per ascoltare, com’è sua abitudine fare. A rendergli omaggio sarà la parte emiliana dell’Appennino, a Porretta Terme, che è distante solo quattro passi dalla toscana Pavana, terra di suo padre. In realtà, però, di là delle ben note divisioni campanilistiche e lessicali, è l’intero spicchio della montagna che lo premia, mostrando un rapporto fatto di passioni antiche e di continue riconferme. È, infatti, su quelle montagne che continua a vivere. E a creare.

Viene naturale parlare con lui, in questi giorni, delle terribili scosse che hanno distrutto altri borghi, non così lontani, dello stesso Appennino: “Chi vive in queste montagne convive da secoli con il terremoto. Lo so bene. Nella mia casa, che ha una struttura portante del Quattrocento, sono ancora visibili alcune piccolissime tracce del passaggio di antiche scosse. È vero: bisognerebbe, con saggezza, rimettere, le mani su molte di queste abitazioni, su molti di questi borghi per garantirci una maggiore sicurezza. Al ragionamento razionale spesso subentra il fatalismo e allora, in maniera egoista, ci auguriamo che non tocchi a noi, alla nostra generazione… Gli ultimi esempi ci dicono che dovremmo smettere di avere simili atteggiamenti e proteggere davvero le nostre case e i nostri borghi. Sarebbe, forse, il modo migliore per aiutare quelli che oggi pagano un così alto prezzo“. Si lascia andare, nel ricordare ciò che sta accadendo, alla stranezza della natura. “È strana la mappa delle zone sottoposte al sussultare del suolo – riflette – Pavana, per esempio, è nella zona sismica ma tutto si normalizza appena si oltrepassa il fiume. Questione di centinaia di metri è la terra muta i suoi destini e quelli delle persone che la abitano”.

Torniamo ai tre giorni. È la sua poliedricità a richiedere tanto spazio, dal due al quattro settembre. L’omaggio a Guccini si è immediatamente trasformato, com’è nelle sue corde, anche in un’azione per sostenere le attività di Emergency, alla quale andrà una parte del ricavato delle prime due serate. Un sostegno che è un aiuto concreto nel momento in cui Emergency è impegnata a salvare vite sui tanti fronti delle molte guerre. Il programma è tutto un programma nel quale s’intrecciano le diverse sfere della gigantesca attività di Francesco; un programma nel quale, tramite lui e i suoi ospiti, si racconterà anche le alterne vicende della storia italiana, visto che un bel po’ l’ha percorsa da protagonista.

Per questo, lontano come ama stare, dalle roboanti dichiarazioni sulla contingenza politica, rilascia una battuta di buon senso a chi gli chiede un parere sul delicato rapporto tra l’Anpi e il Pd e sul previsto confronto che avverrà alla Festa de l’Unità di Bologna: “È un bene che questo confronto ci sia, è ovvio. Le chiusure totali sono sempre negative. Il fatto che il Pd e l’Anpi si ritrovino ai lati opposti della barricata, sul fronte referendario, mi ha molto colpito. Non mi sono chiarissime, ma forse perché sono un po’ disinformato, le ragioni dell’Anpi. Mi piacerebbe sentirle in maniera più profonda. Però questo confronto sarà sicuramente utile”.

Si parte venerdì, con la scrittura. Guccini si divertirà molto a conversare con Alberto Bertoni, come lui modenese, oltre che grande intenditore di letteratura contemporanea e di poesia. Un duetto, poiché vengono entrambi dalla scuola del grande Ezio Raimondi, senza considerare che qualche opera è già stata scritta a quattro mani (l’autobiografia Non so che viso avesse) e che il docente di letteratura italiana contemporanea all’Università felsinea annovera, tra i suoi numerosi testi poetici, una lettera in versi pavanesi scritta a Guccini.

A proposito di scrittura, vien naturale domandargli quale sia il libro al quale sta mettendo penna: “Sono, con Loriano Macchiavelli, di nuovo alle prese con le avventure del maresciallo Benedetto Santovito. È la terza puntata della saga noir, dopo ‘Appennino di sangue’ e ‘La pioggia fa sul serio’. Siamo ai primi passaggi e le mosse di un personaggio così fatto sono, francamente, imprevedibili. Appena avrà deciso cosa fare, ve lo farò sapere”.

La giornata della scrittura finirà, nel dopocena, con un reading-spettacolo Fra la Via Emilia e il West di Giorgio Comaschi (anche lui bolognese con il vizio della scrittura e della scena) con Juan Carlos Flaco Biondini alla chitarra. ‘Flaco’ il chitarrista argentino, anche lui cantautore, che ha battuto i palchi di mezzo mondo. “Capisci è una sorta di grande rimpatriata – mi dice – Siamo tra amici, sono tra gente con la quale ho attraversato pezzi importanti della mia vita artistica. E non solo”.

La sera dopo, guarda caso, si esibiranno ‘I Musici’, cioè i musicisti che hanno accompagnato Francesco Guccini nella sua lunga carriera di concerti e di registrazioni. La giornata di sabato è molto piena: nel pomeriggio i suoi amici del Club Tenco presenteranno un concerto particolare poiché saranno eseguiti, in spagnolo, alcuni dei suoi pezzi più noti. Al concerto partecipano Sílvia Comes, Miquel Pujadó e Rusó Sala. Alle 19 le saranno consegnate le chiavi della città (Alto Reno Terme, dopo la fusione) e a commentare il tutto, sicuramente divertito, ci sarà Enzo Iachetti.

La domenica, giornata conclusiva, è dedicata al cinema. Non ai film nei quali il cantante e scrittore ha avuto un ruolo, e a quelli ai quali ha partecipato, ma i documentari che hanno per protagonista proprio Francesco Guccini. Scorrendo i titoli c’è da prendersi una bella botta di malinconia e, comunque, da ripercorre e la lunga sua attività: ‘Amerigo- nascita di una canzone ‘ (Francesco Guccini – Pier Farri); ‘Album concerto con i Nomadi’ (Silvano Agosti); ‘Nell’anno 2002 di nostra vita, io Francesco Guccini’ (Francesco Conversano – Nene Grignaffini); ‘Francesco Guccini. La mia Thule’ (Francesco Conversano – Nene Grignaffini) e ‘Bonus Track- Francesco Guccini’ (Sky Arte). Non mancano importanti mostre né tanti altri appuntamenti collaterali. Schivo com’è, ci voleva la gente del suo Appennino per farlo stare per ben tre giorni sul proscenio. Sicuro? “Non mi peserà, sono in mezzo a tanti amici, nel cuore delle mie montagne”.

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