Due eurodeputati lasciano il M5S. E’ guerra di carte sulla multa da 250mila euro

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100414_La tappa bolognese del 'Te la do io l'Europa tour' di Beppe Grillo all'Unipol Arena , Casalecchio di Reno Foto Nucci_Benvenuti       - 100414_grillo_unipolarena - fotografo: benvenuti

Agli addii è probabile che faccia seguito una vera e propria guerra di carte bollate

Prime defezioni in Europa tra i pentastellati dopo il pasticcio di Grillo che voleva che il M5S lasciasse il gruppo euroscettico di Farage per entrare nell’Alde, il gruppo europeista e liberale di Guy Verhofstadt. A sbattere la porta ai pentastellati sono Marco Affronte e Marco Zanni. Il primo diretto ai Verdi, il secondo al gruppo euroscettico dell’Enf che vede Matteo Salvini tra i suoi ranghi. Una mossa, quella di Affronte e Zanni, che era più o meno annunciata dall’ira degli eurodeputati per una scelta, quella di unirsi all’Alde, non comunicata a nessuno e di certo non condivisa da molti.

A seguirlo doveva esserci Daniela Aiuto che però, dopo che il gruppo dei verdi ha approvato praticamente all’unanimità (solo un voto contrario e due astenuti) la richiesta di ingresso, ha annunciato l’intenzione di restare nel gruppo Efdd composto dall’Ukip e dal M5S. “Io sto bene qui. Si sta facendo molta confusione”, ha detto la parlamentare uscendo dal suo ufficio nella sede del Parlamento europeo a Bruxelles.

A pesare potrebbe essere stato anche il timore della multa che gli europarlamentari dovrebbero pagare in caso di cambio di casacca. Agli addii è probabile che faccia seguito una vera e propria guerra di carte bollate: “o ci si dimette o si paga la sanzione di 250mila euro prevista dal Codice”, tuona Beppe Grillo sul blog. Quel Codice “vale meno della carta straccia”, è la sfida di Affronte. Sfida alle ferree regole del Codice M5S che, del resto, non è nuova nell’universo pentastellato e ha investito parlamentari espulsi ed esponenti locali.

L’inversione di marcia che ha riportato i pentastellati nel gruppo del leader brittanico Farage (con un ruolo però fortemente ridimensionato) è stata, sotto ogni punto di vista, un boomerang. A far soffrire i gli eurogrillini è stata soprattutto la perdita di credibilità.

E oggi un gruppo di iscritti rappresentanti dall’avvocato Lorenzo Borrè impugnerà in tribunale il nuovo Regolamento M5S che stabilisce le nuove ‘norme’ per le espulsioni. Mentre da venerdì sarà al vaglio del Tribunale civile di Roma proprio il contratto firmato dagli eletti M5S: ad essere in ballo, secondo i ricorrenti, sarebbe questa volta la stessa validità dell’elezione della sindaca della Capitale Virginia Raggi.

In una lettera al presidente del Parlamento Ue Martin Schulz il Pd chiede di fare luce sul Codice M5S e “sulla potenziale ineleggibilità di tutti gli eurodeputati”.

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