Pressioni via web e appelli accorati. Il voto al Non Statuto prende una brutta piega

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L’attività promozionale è il segno tangibile di un timore ben preciso: non raggiungere il quorum

Mancano solo quindici giorni per votare la modifica del non Statuto e del Regolamento del Movimento 5 stelle sulla piattaforma Rousseau e le preoccupazioni della Casaleggio Associati aumentano sempre di più.

L’appello del leader Beppe Grillo non è bastato. Così come non sono al momento sufficienti gli inviti a votare fatti dai volti noti del movimento. A scendere in campo non c’è solo il sindaco di Roma Virginia Raggi, ma anche i profili degli onorevoli cittadini più amati e conosciuti dagli attivisti, chiamati a serrare le file per raggiungere l’obiettivo. Eppure tutto ciò non basta e ai video appelli si affiancano le pressioni, considerate da alcuni troppo invadenti, via web, nella posta personale. “Non hai ancora votato! È importante! Fallo subito!”. Sarebbe questo il messaggio arrivato in diverse caselle mail degli iscritti al Movimento.

L’attività promozionale è insomma il segno tangibile di un timore ben preciso: non raggiungere il quorum. Infatti la soglia da raggiungere è quella della partecipazione del 75 per cento degli utenti. L’ok degli iscritti darebbe finalmente mano libera a Grillo e alla Casaleggio Associati srl sul controllo dei dissidenti, dei critici o semplicemente dei non perfettamente allineati. Per questo c’è il tentativo di precisare e chiarire le procedure delle espulsioni e delle sanzioni disciplinari. E c’è da dire che i precedenti non sono di certo incoraggianti: per togliere il nome di Grillo dal simbolo votarono 40.995 iscritti, per sancire la nascita del direttorio 37.127 (casi in cui il quorum non era necessario).

Vittorio Bertola, ex capogruppo in consiglio comunale a Torino, mette il dito nella piaga e spiega il fastidio di queste pressioni in un post su Facebook: “Supponiamo che il referendum avesse un quorum e che Renzi, volendo far passare la riforma, decidesse di facilitarne il raggiungimento permettendo di votare da casa e allungando il tempo di votazione a diverse settimane. Scommetto che i sostenitori del no starebbero già urlando”. E ancora: “Supponiamo poi che Renzi, a votazione aperta, tenesse traccia di chi ha votato e chi no, e, soltanto a quelli che non hanno votato, ogni giorno mandasse una mail dicendo: “Allora?”. Infine spiega anche che “la procedura che sta seguendo non è comunque valida, perché il codice civile non prevede la possibilità di tenere una assemblea in forma virtuale, né di tenere la votazione aperta per un mese”.

 

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