Il segreto per vincere con il M5S? Non essere grillini

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La strategia per acchiappare voti anche al di fuori del bacino naturale dove i pentastellati solitamente pescano

Fanno parte del Movimento Cinquestelle ma non rappresentano pienamente il profilo del grillino doc. Non  immaginano complotti che facciano vincere il M5S (copyright Paola Taverna) e non sono nemmeno delle fan delle scie chimiche o dei microchip. Anzi, a dirla tutta, in queste amministrative i profili femminili più spendibili sul campo per la conquista delle città al voto si discostano parecchio dalle coordinate politiche del movimento che rappresentano.

Due figure su tutte, Virginia Raggi, candidata M5S a Roma e Chiara Appendino candidata M5S a Torino.

Alla prima, il settimanale britannico The Economist, riconosce “una chiara chance di vittoria” sottolineando uno stile simile “a un’aspirante parlamentare democratica o di un politico conservatore in Gran Bretagna”.

Entrambe le candidate grilline hanno poi incassato l‘endorsment di Salvini che politicamente e pubblicamente le corteggia, affermando che, in un eventuale ballottaggio a Roma o a Torino, voterebbe per loro. In effetti Lega e M5S hanno tanto in comune sia sul tema dell’Europa e sulla moneta unica, ma anche sugli immigrati non hanno posizioni così distanti. A sostegno della Raggi sono arrivate anche le parole di stima dell’ex Cavaliere ha che ha messo in campo le sue doti di esperto di telegenia ed ha eletto la candidata sindaca di Roma del M5S a donna capace di bucare il video. Insomma la Raggi piace soprattutto alla destra.

Chiara Appendino,  fa candidata 5 Stelle scelta senza sondaggi on line da un’assemblea di attivisti, trentuno anni, laureata in Economia all’Università Bocconi, fa parte invece del mondo della buona borghesia imprenditoriale torinese. Insomma non si può certo dire che rappresenti il tipico esempio di attivismo grillino.

Anche a Milano la candidata è una donna: Patrizia Bedori, però,  non sembra essere riuscita a conquistare la scena. Consigliere di zona 3, chi la conosce conferma il grande attivismo sul territorio, ma nel dibattito politico milanese stenta ad emergere.

Anche a Napoli potrebbe essere una donna la candidata, gli occhi sono puntati su Francesca Menna, docente universitaria di veterinaria e attivista di lungo corso.

E chissà se la scelta di mantenere una posizione discostata dalla forza politica con cui ci si candidata potrebbe diventare anche una strategia portata avanti a tavolino. Un modo con cui pescare voti al di fuori del bacino naturale dove i pentastellati solitamente attingono.

Insomma la ricetta per farsi notare potrebbe ridursi ad essere grilline, ma non troppo

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