Grecia, Tsipras ai suoi parlamentari: senza il vostro supporto me ne vado

Grecia
SYRIZA's Parliamentary group meeting in Athens

L’ultimo appello all’unità prima della seduta del Parlamento che dovrà votare le prime riforme volute dall’accordo europeo

“Sono primo ministro perché ho un gruppo parlamentare che mi supporta. Se non ho questo supporto sarà difficile per me essere primo ministro domani“. Con queste parole il premier greco, Alexis Tsipras, si sarebbe rivolto ai deputati del suo partito a poche ore dalla seduta del Parlamento che dovrà votare le prime riforme volute dall’accordo con i creditori europei.

Un ultimo appello all’unità, dunque, dopo che diversi parlamentari di Syriza si erano schierati contro l’accordo e proprio nel giorno in cui sono giunte le dimissioni del vice ministro delle Finanze, Nantia Valavani, e del segretario generale del ministero dell’Economia, Manos Manousakis.

Il leader di Syriza, arrivando all’incontro con i suoi parlamentari, è stato accolto con un lungo applauso e un abbraccio. Quello dalla presidente del Parlamento e rappresentante dell’ala radicale del partito, Zoe Konstantopoulou, che in mattinata aveva invitato i colleghi a bocciare l’accordo. Un gesto che, nonostante il disaccordo, è sembrato riconoscere a Tsipras l’onore di combattere una battaglia difficile.

Purtroppo per il leader ellenico non ci sono stati solo abbracci. Stamattina il suo ex ministro, Yanis Varoufakis, gli ha servito un doppio colpo basso. Il primo, stamattina, quando in Parlamanto ha definito l’accordo come un “nuovo trattato di Versailles”. Il secondo colpo è stato invece inferto on line. Stamattina, sul suo blog, Varoufakis ha infatti pubblicato il testo dell’accordo uscito dal vertice di Bruxelles con una serie di annotazioni in rosso e tra parentesi. Commenti che svelano, secondo l’ex ministro delle Finanze, gli effetti reali che le misure contenute nell’accordo avranno sulla già sofferente economia greca.

Nonostante la profonda crisi che sta attraversando Syriza, il premier potrebbe riuscire a portare a casa il risultato questa notte. Grazie soprattutto al sostegno dei partiti dell’opposizione (tra cui Nuova Democrazia e To Potami) che dovrebbero garantirgli la maggioranza assoluta di 151 seggi e che potrebbero rientrare nella squadra di governo nel caso in cui l’ipotesi di un rimpasto, ormai sempre più probabile nelle ultime ore, si realizzasse.

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