Grecia, raggiunto l’accordo con i creditori. Sul piatto 85 miliardi di aiuti

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L’accordo è stato raggiunto al termine di una maratona di quasi 18 ore di colloqui

Raggiunto l’accordo tra il governo greco e i creditori internazionali sul terzo piano di salvataggio di Atene.

L’intesa, arrivata al termine di una maratona di quasi 18 ore di colloqui, prevede 35 misure prioritarie che il governo dovrà adottare per ottenere gli 86 miliardi di euro di aiuti, come previsto dal memorandum d’intesa siglato, e rivede (alleggerendoli) gli obiettivi di bilancio per i prossimi anni: la previsione di deficit primario (esclusi gli interessi sul debito) è dello 0,25% del Pil nel 2015, seguito da surplus dello 0,5% nel 2016, dell’1,75% nel 2017 e del 3,5% nel 2018.

Cosa prevede l’accordo.  Sul fronte fiscale, tra i punti principali, arrivano modifiche alla tassazione sugli immobili a partire da settembre, l’abolizione degli sgravi per i carburanti a uso agricolo e una migliore distribuzione delle agevolazioni per il gasolio da riscaldamento nel 2016. Sul fronte pensioni, invece, le misure richieste includono: la revisione del sistema previdenziale con una rivalutazione del sistema di protezione sociale che punti a un risparmio annuo dello 0,5% del Pil; una graduale abolizione delle pensioni anticipate e l’innalzamento del limite di età a 67 anni.

Ci sono anche altre azioni considerate prioritarie come la ridefinizione del lavoro di agricoltore, la deregolamentazione del mercato energetico, la riduzione del prezzo dei farmaci generici. Inoltre, Atene dovrà implementare le riforme di mercato proposte dall’Ocse con una correzione delle misure per la ripresa adottate di recente.

La più volte richiesta eliminazione delle agevolazioni fiscali per le isole partirà dalla fine del 2016.

Scongiurato il default. L’intesa arriva qualche giorno prima del 20 agosto, data in cui Atene dovrà rimborsare tre miliardi di euro alla Bce, scongiurando di fatto un eventuale default. Da domani l’accordo sarà discusso nelle commissioni parlamentari e giovedì approderà in parlamento per il voto finale. In favore dell’accordo dovrebbe votare quasi tutto il parlamento tranne la minoranza di Syriza, piattaforma sinistra, Alba dorata e il Partito comunista greco.

Infine, venerdì l’accordo verrà sottoposto all’Eurogruppo che si riunirà proprio per dare il via libera definitivo.

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