Grecia, per i mercati l’accordo è cosa fatta

Mercati finanziari
epa04826696 Traders work on the floor of the New York Stock Exchange (NYSE) at the start of the trading day in New York, New York, USA, 01 July 2015. After steep selloffs on 30 June 2015 on global financial markets, stock prices were more stable on 01 July 2015, with small losses on some European indices and small gains on others and on Wall Street.  EPA/ANDREW GOMBERT

L’intesa sembra vicina e la fine della crisi ellenica potrebbe finalmente diminuire la volatilità riscontrata nelle ultime settimane, allontanando la tanto paventata Grexit. La ventata di ottimismo arriva anche nelle sale di contrattazione d’oltreoceano, dove i tre indici principali di Wall Street chiudono in territorio positivo

Le Borse volano sull’ottimismo di un probabile accordo tra Atene e i suoi creditori. I mercati ci credono e i listini azionari corrono: Piazza Affari cresce del 3%, in linea con il resto d’Europa. Guadagni meno forti soltanto per Londra, meno coinvolta dalle vicende dell’Eurozona. A favorire Milano anche le buone notizie che arrivano sul fronte della produzione industriale, in aumento dello 0,9% a maggio.

Anche l’euro sale oltre 1,12 dollari, mentre lo spread si riduce poco sopra quota 120 punti, a livelli di totale tranquillità. Il differenziale di rendimento tra il decennale italiano e quello tedesco favorisce l’acquisto dei titoli del comparto bancario: Montepaschi guadagna l’8,16% a 1,722 euro, Intesa SanPaolo il 4,42% a 3,352 euro, Unicredit il 4,15% a 6,135 euro.

La ventata di ottimismo arriva anche nelle sale di contrattazione d’oltreoceano, dove i tre indici principali di Wall Street chiudono in territorio positivo e riescono a pareggiare le perdite subite nei primi due giorni della settimana. (Dow Jones +1,21%, S&P 500 +1,23%, Nasdaq +1,53% )

L’intesa sembra vicina e la fine della crisi ellenica potrebbe finalmente diminuire la volatilità riscontrata nelle ultime settimane, allontanando la tanto paventata Grexit. I listini beneficiano anche del forte recupero delle borse cinesi sopraggiunto dopo l’intervento delle autorità governative di Pechino. Shanghai ha chiuso in progresso del 4,5%.

Sul fronte delle materie prime, le quotazioni petrolifere del greggio Wti risultano in calo del sotto quota 52,80 dollari al barile, mentre il Brent è quota a 58,70. Viaggia sulla parità l’oro: il lingotto con scadenza a breve viene scambiato a 1.162,10 dollari l’oncia.

Tornando al mercato azionario, rimane da sottolineare come il principale indice italiano, il Ftse Mib, stia provando a recuperare il terreno perso durante gli scossoni delle ultime sedute, provando a raggiungere i massimi dell’anno toccati lo scorso 15 aprile a quota 24.030 punti.

Secondo gli esperti, nel medio e lungo periodo, la rinnovata fiducia potrebbe spingere ancora verso l’alto i mercati azionari: la strada da percorrere per il recupero dei livelli pre-crisi è ancora lunga.

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