Grecia: l’Eurogruppo dà l’ok a 10,3 miliardi di aiuti

Europa
Greek Finance Minister Eucleidis Tsakalotos (C) and the President of Eurogroup, Dutch Finance Jeroen Dijsselbloem (R), greet each other prior to an Eurogroup Finance ministers meeting in Brussels, Belgium, 09 May 2016. Eurozone's ministers will discuss a deal to unblock a 5 billion Euro aid package to Greece. Man on left is not identified.  ANSA/OLIVIER HOSLET

Raggiunto nella notte un compromesso che taglierà il debito di Atene

Dopo una maratona negoziale di 11 ore, per la Grecia arrivano non solo gli aiuti ma anche il via libera alla ristrutturazione del debito, quello che il premier Alexis Tsipras ha sempre chiesto. Ma più della spinta di Atene è servita quella del Fondo monetario internazionale (Fmi), che ha esplicitamente preteso dall’Eurogruppo un impegno serio e concreto sull’alleggerimento del debito prima di farsi coinvolgere nel terzo programma di assistenza. L’Eurogruppo ha messo nero su bianco questo impegno e l’Fmi chiederà entro fine anno al suo board di contribuire al piano. La riunione dei ministri della zona euro non è stata facile.

Il consesso dei ministri delle Finanze dell’Eurozona “saluta con favore il raggiungimento di un’intesa piena a livello di staff tra la Grecia e le istituzioni”, riporta la dichiarazione diffusa dopo le due di mattina.

La seconda tranche di aiuti prevista dall’Esm, pari a 10,3 mld di euro, “sarà erogata alla Grecia in diversi pagamenti, partendo da una prima erogazione di 7,5 mld in giugno, per coprire i costi del servizio del debito e per consentire allo Stato di pagare una parte iniziale degli  arretrati, come mezzo per sostenere l’economia reale”.

Gli esborsi seguenti, da usare per pagare gli arretrati e gli ulteriori costi del debito, “saranno fatti durante l’estate”. Quelli per saldare gli arretrati saranno corrisposti a condizione che le istituzioni Ue riportino in modo positivo sul saldo dei pagamenti arretrati; quelli al servizio del debito saranno condizionati al rispetto di alcune tappe connesse alle privatizzazioni, inclusa la creazione del nuovo Fondo per le privatizzazioni e gli investimenti, alla governance delle banche, al settore energetico e alla creazione di un’agenzia per le entrate.

 

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