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Economia
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Negli ultimi giorni l’Istat ha diffuso una serie di dati macroeconomici che disegnano un significativo miglioramento della congiuntura economica

Che ci sia una ripresa della nostra economia è ormai fuori discussione. Lo certifica il mondo delle imprese, lo conferma Confcommercio, lo documentano le analisi dei più importanti centri studi, lo mettono in risalto economisti di rilievo, ma soprattutto, a dirlo, è l’Istat, l’istituto di ricerca pubblico che opera in piena autonomia e che basa le proprie statistiche sulla base di dati oggettivi.

Negli ultimi giorni l’Istituto nazionale di statistica ha sventagliato una serie di dati macroeconomici (tutti al disopra delle attese degli analisti) che disegnano un significativo miglioramento della congiuntura economica.

Occupazione
Senza lavoro non c’è ripresa, è da sempre il dogma di tutti gli economisti. Per questo il dato più importante è la crescita dell’occupazione. Dopo l’aumento di giugno (+0,1%) e di luglio (+0,3%), ad agosto la stima degli occupati cresce ancora dello 0,3% (+69 mila unità). Un aumento che a quanto pare tende a diventare stabile nel tempo. Allo stesso tempo, la disoccupazione ad agosto scende sotto il 12%, la prima volta da febbraio 2013.
Dai dati dell’Istat emerge inoltre che nel secondo trimestre 2015 l’aumento dell’occupazione interessa con “particolare intensità anche il Mezzogiorno”: nel Sud gli occupati sono infatti cresciuti “di 120 mila unità”. È rilevante sottolineare anche come alla base di questi numeri ci sia un calo di inattivi e scoraggiati (-114 mila in un anno), un dato che dimostra la solidità della ripresa testimoniando il ritorno della fiducia.

Fiducia
Un’altra buona notizia riguarda gli indici di fiducia di consumatori e imprese. In base ai dati Istat del 28 settembre, l’indice del clima di fiducia dei consumatori aumenta a 112,7 da 109,3 di agosto, il livello più alto da oltre 13 anni, mentre l’indice composito del clima di fiducia delle imprese sale a 106,2 da 103,9 e mostra progressi in tutti i settori. Tutte le stime delle componenti della fiducia sono in progresso a partire da quella economica (a 143,2 da 133,1 di agosto) ma anche quella personale, corrente e futura. Inoltre, migliorano i giudizi e le attese dei consumatori sull’attuale situazione economica del Paese.

Produzione industriale
La produzione industriale a luglio torna a crescere, dopo il calo dello 0,3% di giugno. Da un anno all’altro, secondo l’Istat, l’aumento è del 2,7%. A spingere sul dato è soprattutto la produzione di auto: a luglio si registra infatti una crescita del 44,9% rispetto allo stesso mese del 2014, un ritmo che mantiene da inizio anno.

Potere d’acquisto
L’ultimo dato in ordine temporale, anch’esso al di sopra delle attese, riguarda il potere di acquisto delle famiglie. Il reddito in termini reali, secondo i dati Istat è aumentato nel secondo trimestre 2015 dello 0,2% sul trimestre precedente e dell’1,1% su base annua. Guardando ai primi sei mesi del 2015, la capacità di spesa delle famiglie è salita dello 0,8%, mentre il reddito nominale è cresciuto dello 0,9%.

Inoltre, a completare il quadro macroeconomico, ai dati Istat citati c’è da sommare la ripresa dei consumi, certificata da Confcommercio, e il boom dei mutui, attestato dall’Abi, la discesa del deficit pubblico e il calo della pressione fiscale.

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