Gran Bretagna: oggi il voto del Parlamento sui raid in Siria

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epa04918413 British Prime Minister David Cameron departs 10 Downing Street in London, Britain, 07 September 2015. Cameron is to deliver a statement to parliament over the migrant refugee crisis.  EPA/ANDY RAIN

Il leader laburista Corbyn lascia libertà di voto ai suoi per evitare di spaccare il partito ma sostiene la linea diplomatica

Dopo l’ok del governo, è previsto in serata il voto del Parlamento britannico per dare il via libera all’intervento militare in Siria contro l’Isis, unendosi a Francia, Usa e Russia. Al momento la Gran Bretagna, già impegnato contro lo Stato Islamico,  fornisce intelligence e sostegno logistico ai Paesi che combattono in Siria, mentre in Iraq la Raf ha già condotto migliaia di raid aerei contro obiettivi Isis, dopo il via libera del parlamento lo scorso anno.

Il leader laburista, Jeremy Corbyn, contrario ai raid, ha lasciato libertà di voto per evitare una spaccatura del partito: circa 50 dei suoi deputati sono pronti a sostenere il governo, così come il Partito democratico unionista e i Liberaldemocratici. Ma il leader laburista, in un intervento pubblicato dal Guardian, continua a sostenere la linea pacifista e in un intervento pubblicato sul Guardian sostiene che invece di “aggiungere le bombe britanniche a quelle che già piovono sulla Siria, ciò di cui si ha bisogno è un’accelerazione dei colloqui di pace a Vienna, che coinvolgono tutte le principali potenze regionali ed internazionali, allo scopo di negoziare la nascita di un governo rappresentativo in Siria che goda del sostegno della maggioranza del suo popolo”.

Per quanto riguarda l’opinione pubblica, da un sondaggio pubblicato dal Times emerge che il sostegno degli elettori britannici all’iniziativa militare in Siria è sceso dal 59 al 48% da quando il premier David Cameron ha promesso di appoggiare la Francia nell’offensiva contro l’Isis, con un calo di circa cinque milioni di elettori. Il consenso scende, quindi, ma quasi la metà dei votanti resta favorevole ai raid aerei in Siria.

E anche Oltralpe l’ex presidente francese Nicolas Sarkozy accusa Hollande di non aver calcolato le conseguenze dei bombardamenti in Siria e la conseguente sicurezza interna della Francia. A dichiararlo, intervenendo questa mattina su Europe 1, è stato l’ex presidente francese Nicolas Sarkozy. “E’ stata sottovalutata – ha aggiunto – la minaccia che seguiva il nostro intervento”.

Nel frattempo il presidente siriano Bashar al-Assad continua a sostenere l’intervento della Russia contro lo Stato islamico: da quando ha iniziato i bombardamenti, lo scorso 30 settembre, ha ”ridotto” la presenza dell’Is nel Paese, ha detto Assad durante un’intervista alla televisione ceca.

Ad Aleppo un bombardamento ha colpito un importante impianto per il trattamento delle acque tagliando le forniture per circa 3,5 milioni di persone, secondo quanto riferisce l’Unicef precisando che una parte del servizio di rifornimento è stata ripristinata. Al momento però sono ancora 1,4 milioni i siriani che non hanno accesso all’acqua.

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