Governo e Regioni siglano la tregua, il dialogo prosegue

Legge di Stabilità
Il presidente della Conferenza delle Regioni, Sergio Chiamparino, arriva alla riunione tra le regioni e il governo a Palazzo Chigi, Roma, 04 novembre 2015. 
ANSA/CLAUDIO PERI

I governatori escono soddisfatti dall’incontro con Renzi: venerdì il decreto salva-Regioni, poi confronto aperto sui fondi per la sanità

La strada scelta è quella del dialogo. Tra governo e Regioni è stata siglata a palazzo Chigi una tregua, dopo lo scontro dei giorni scorsi sui fondi destinati dalla legge di stabilità ai finanziamenti per la sanità.

“O scegliamo il muro contro muro e la demagogia, oppure giochiamo la carta della serietà e noi ci siamo – sarebbero state le parole pronunciate in apertura dell’incontro dal premier Matteo Renzi – Se vogliamo, possiamo lavorare insieme per governare i processi complicati della sanità. Però dobbiamo essere chiari: non c’è taglio alla sanità, ci sono meno soldi di quanto le Regioni chiedono, ma i fondi comunque aumentano e si passa a 11 miliardi”. E alla fine la soluzione del muro contro muro viene scelta solo dai governatori di centrodestra (Roberto Maroni, Luca Zaia e Giovanni Toti) che, per il loro collega sardo Francesco Pigliaru, “non perdono mai il vizio di stare in campagna elettorale”.

Cosa è stato deciso? Come spiega Sergio Chiamparino (che ha chiarito di non voler ritirare le proprie dimissioni da presidente della conferenza Stato-Regioni perché “non sono legate alla legge di stabilità”), l’incontro è stato giudicato “positivo” sia per il metodo sia per i primi spiragli che s’intravedono anche sul merito. Venerdì sarà varato dal consiglio dei ministri il decreto cosiddetto “salva-regioni” per risolvere “un problema di natura contabile”, come spiega il sottosegretario Claudio De Vincenti. Il quale ha anche rivendicato il finanziamento di 1,3 miliardi presente nella legge di stabilità, che fa sì che i finanziamenti per la sanità crescano rispetto allo scorso anno.

Una cifra che le Regioni avevano giudicato non sufficiente. Per questo, il confronto proseguirà anche nelle prossime settimane con due tavoli tecnici che dovranno verificare la gestione dei costi standard e della spesa farmaceutica da parte delle Regioni, per valutare, prima che si arrivi in parlamento all’approvazione definitiva della legge di stabilità, “se e come il miliardo di aumento (chiesto dalle Regioni nei giorni scorsi, ndr) può essere introdotto già nel 2016 oppure negli anni successivi”, come spiega Chiamparino.

Il governatore piemontese, comunque, sottolinea l’importanza di una “intesa importante che ci può portare a condividere questa legge di stabilità, che già avevamo definito come un bicchiere mezzo pieno”.

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